Il Tirreno

Lucca

Incendio SteMar, Comune dà 15 giorni alla ditta per ripulire

di Luca Meconi
Incendio SteMar, Comune dà 15 giorni alla ditta per ripulire

Dopo tre mesi l’azienda non ha ancora rimosso l’eternit Il comitato dei cittadini: «Provveda l’amministrazione»

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PESCAGLIA. «Se la SteMar non rimuove tutto il materiale di eternit e le gomme andate a fuoco lo scorso 23 ottobre, lo deve fare il Comune nel più breve tempo possibile». È questa la richiesta dei cittadini presenti all’assemblea pubblica che si è riunita mercoledì sera nel teatrino di Trebbio alla quale però non hanno partecipato la Provincia di Lucca (l’assessore Cavallaro è stata invitata più volte ma non è mai stata presente), l’Arpat, l’Asl 2, l’Autorità di Bacino e l’Unità operativa prevenzione e sicurezza. «L’assemblea – ha affermato la moderatrice della serata, dottoressa Antonia D’Anello – si è resa necessaria vista l’inutilità dell’osservatorio che era stato creato con l’obiettivo di informare i cittadini sulla situazione e che invece ha visto tradita la struttura democratica». Da qui l’invito «al Comune di rivedere le modalità di convocazione dell’osservatorio altrimenti convocheremo frequentemente l’assemblea pubblica per informare la popolazione».

«Nei termini previsti – ha affermato Simone Basili, tecnico incaricato dal Comune – l’azienda Ideal Montaggi, incaricata dalla SteMar, non ha portato a compimento i lavori di rimozione dell’eternit come invece doveva. Una parte di eternit è stato insacchettato e messo all’interno dell’area mentre ci sono ancora alcuni bancali con sopra lastre incellofanate di eternit. È stato portato via solo un camion di scorie di combustione. Nei previsti 90 giorni, quindi, non è stata completata la rimozione del materiale andato a fuoco e per questo il 5 marzo scorso il Comune ha inviato una diffida di 15 giorni alla ditta SteMar. Intanto, il Comune e gli altri enti competenti hanno inviato numerosi esposti alla Procura segnalando potenziali reati commessi dalla ditta».

Se l’azienda non rimuove il materiale, lo deve fare in alternativa il Comune pagando lui tutti i costi. «Questo intervento – continua Basili – può costare intorno ai 400-500mila euro. Proprio per questo i legali dell’amministrazione stanno valutando tutte le strade possibili per poter riottenere i soldi dalla ditta nel caso sia il Comune a dover pagare. È stato avviato un procedimento anche con il proprietario dell’aria (la SteMar è in affitto, ndr), che è una società di leasing perché la legge prevede che se il conduttore non paga, allora lo deve fare il proprietario. Questa però non è una strada semplice perché sentenze recenti non hanno confermato sempre questa tesi».

Anche i cittadini, intanto, hanno presentato un esposto alla Procura firmato da oltre 500 persone nel quale chiedono che «il materiale ancora presente debba essere stoccato in appositi container chiusi e sigillati e che siano adottate tutte le misure necessarie per garantire che gli agenti contaminanti siano eliminati e circoscritti in modo da escludere ogni pericolo di infiltrazione nei terreni e nel torrente Pedogna in modo da non costituire più rischio per la salute umana».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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