Sicurezza
Patteggia l’insegnante del liceo
Diciotto mesi di reclusione per violenza sessuale sullo studente che lo aveva denunciato l’anno scorso
LUCCA. Sceglie di patteggiare la pena a 18 mesi di reclusione l’insegnante di un liceo accusato di violenza sessuale nei confronti di uno studente di 15 anni. Rinuncia a difendersi in cambio di uno sconto di pena davanti al giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Pezzuti. In attesa di difendersi nella sede amministrativa per i rilievi formali che gli sono stati mossi dal Provveditorato dopo la segnalazione all’autorità giudiziaria del preside dell’istituto in questione che in veste di pubblico ufficiale aveva l’obbligo di riferire alla magistratura come previsto dalla legge Brunetta. Al momento il docente - che non ha alcun vincolo ostativo da parte dell’autorità giudiziaria - non è rientrato a lavoro e non sta insegnando. Al termine della lettura del dispositivo della sentenza - il processo davanti al gup si svolge in camera di consiglio - i genitori del ragazzo (parte offesa ) sono apparsi decisamente sollevati e il loro legale - avvocato Lodovica Giorgi - sta valutando l’ipotesi di intentare una causa civile nei confronti dell’insegnante con richiesta di risarcimento danno.
I fatti. La vicenda, che suscitò una vasta eco, risale alla scorsa primavera. Quando il professore alle soglie della pensione (omettiamo il nome per evitare che in qualche modo possa essere accostata la vittima del reato che invece deve essere tutelata) venne denunciato da un studente del liceo. Sulla base dell’esposto il sostituto procuratore Sara Polino affidò le indagini alla squadra Mobile. Dagli accertamenti sarebbe emerso che le attenzioni particolari dell’insegnante si sarebbero verificate in tre momenti diversi. Una volta durante un’assemblea studentesca svoltasi al cinema Moderno, un’altra volta in classe e la terza nel chiostro dell’istituto secondario superiore. Il professore era accusato di essere riuscito, contro la volontà del minorenne terrorizzato dall’atteggiamento dell’insegnante, ad aver un contatto fisico. Il racconto della vittima della molestia era stato puntualmente verificato anche in sede d’incidente probatorio.
Sospensione dal servizio. In fase d’indagine, proprio per la delicatezza e la natura della vicenda oltre al ruolo di educatore del docente, il gip aveva sospeso dal servizio l’insegnante sotto inchiesta. A settembre la misura interdittiva era stata revocata.
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