Il dolore
Processo Serre, niente scavi nel cantiere
LUCCA. Il tribunale respinge le istanze presentate dalla procura della Repubblica e dalla parte civile nel processo che vede alla sbarra l’ex dirigente del’ufficio urbanistica del comune di Lucca, l’a...
LUCCA. Il tribunale respinge le istanze presentate dalla procura della Repubblica e dalla parte civile nel processo che vede alla sbarra l’ex dirigente del’ufficio urbanistica del comune di Lucca, l’architetto Maurizio Tani, accusato di abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sulle serre di San Macario diventate appartamenti. In collegio giudicante non accoglie la richiesta di nominare un consulente che effettui carotaggi nel cantiere per verificare se la società San Macario avesse iniziato a costruire gli appartamenti vicini al confine del lotto prima di aver ottenuto la nuova concessione. E se ci fossero state tracce delle fondamenta che sarebbero state interrate prima di un controllo dei vigili urbani. La richiesta era stata formulata dall’avvocato Giuseppe Napoleone, il legale di Marco Terigi costituitosi parte civile nel processo penale in quanto sarebbe stato penalizzato dalle decisioni prese dal Comune. Respinta anche la richiesta dell’accusa di acquisire dagli uffici comunali il fascicolo relativo al condono della San Macario. Per la procura sarebbe stato importante capire quali atti siano stati allegati dalla San Macario alla domanda di sanatoria e se il Comune, in fase di istruttoria della pratica, abbia chiesto integrazioni. Ma evidentemente il collegio ha ritenuto superflue le istanze in considerazione del capo d’imputazione che pende sull’unico indagato. Visto che l’abuso d’ufficio non riguarda il rilascio della sanatoria (tra l’altro non istruita da Maurizio Tani).
Il processo è stato rinviato al 21 maggio per le conclusioni delle parti e per la possibile lettura del dispositivo della sentenza. L’impressione è che il collegio giudicante ritenga sufficiente quanto emerso sinora in aula per stabilire se il dirigente comunale sia o meno incappacato nel reato di abuso d’ufficio.
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