Il Tirreno

Lucca

Metà delle imprese non è a norma

80 persone denunciate: chiedevano all’Inps il rimborso di maternità non versate

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LUCCA. Non solo lavoro nero. L’attività di controllo sul territorio svolta dall’ispettorato del lavoro di Lucca, diretto dal dottor Roberto Sarti, e dal nucleo investigativo dei carabinieri (Nil) nel corso del 2011 ha dato anche altri risultati. Vediamoli con ordine.

Sono state 1.243 le ditte della provincia sottoposte a controllo. Ben 696 sono risultate non a norma sotto vari profili: «Relativi – si legge nella relazione – alla regolarità dei rapporti di lavoro instaurati con i dipendenti». Le posizioni lavorative verificate sono state 4.528, di cui 2.762 sono risultate irregolari. Nel corso delle ispezioni, oltre ai 474 lavoratori in nero, sono stati accertati contributi e premi assicurativi evasi pari a 1 milione e 858mila euro. Sono state inoltre comminate 12.475 sanzioni amministrative per un importo totale di 3 milioni e 600mila euro.

È pari a 250 il numero delle diffide accertative relative a retribuzioni dovute e non pagate: «Questa voce – spiega ancora la dottoressa Gabelloni – è cresciuta molto nell’ultimo anno. Sono sempre di più le aziende che in fase di fallimento o di concordato non pagano gli stipendi e il tfr ai dipendenti».

Altro numero curioso è quell’80 relativo alle persone deferite all’autorità giudiziaria per reati di truffa ai danni degli istituti previdenziali e utilizzo di manodopera straniera non in regola col permesso di soggiorno. «Spesso si tratta di imprenditori che chiedono all’Inps di avere indietro i soldi per malattie e maternità che formalmente risultano pagate ai dipendenti ma che in realtà i lavoratori non hanno mai ricevuto».

I provvedimenti di sospensione, invece, sono 38, cifra pressoché invariata rispetto allo scorso anno. In questo caso i settori maggiormente interessati sono stati i pubblici esercizi (soprattutto in Versilia)e l’edilizia. «Questo genere di provvedimento scatta quando in un’azienda si trova più del 20% della forza lavoro impiegata al nero – conclude la dottoressa Gabelloni – Dalle 12 del giorno successivo al controllo, la ditta non può continuare a lavorare su quel sito produttivo. A meno che non assuma i lavoratori con contratti regolari». Ma questo capita di rado. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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