Finanza
I computer tornano alla Fornaciari
Oggi la scuola inaugura la sala multimediale realizzata grazie alla donazione della Fondazione Crl e all’appello del Tirreno
LUCCA. I computer torneranno a scuola, dai bambini così come promesso. L'appuntamento è perstamani allw 11 alla elementare Fornaciari di San Filippo, dove verrà inaugurata la nuova sala multimediale ricostruita dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. L’istituzione, infatti, ha raccolto con prontezza l'appello lanciato dal Tirreno subito dopo i furto dei pc , rubati alla scuola nella notte tra il 5 e il 6 dicembre.
La festa è assicurata: ad accogliere le nuove macchine, infatti, ci saranno gli insegnanti, il dirigente scolastico e, soprattutto, loro, i bambini. Così capaci a ripartire da capo e a gioire delle belle notizie, come quella mattina di prima di Natale quando la notizia dell'acquisto dei nuovi computer era appena circolata tra le aule della scuola: impegnati com'erano ad addobbare l'edificio per l'evento natalizio sembravano quasi aver dimenticato il brutto accaduto, tanto erano forti della consapevolezza di aver vinto una piccola grande battaglia. Col sorriso stampato sul viso e l'energia travolgente di chi esulta, salta e batte le mani, correndo da una parte all'altra dei saloni di ingresso.
Tutti i computer rubati (sette), un televisore a led, undici stampanti, uno scanner, un lettore dvd e sette monitor sono stati ricomprati dalla Fondazione Crl, che ha provveduto anche ad installare un sistema di allarme nell'edificio direttamente collegato con i Carabinieri. È evidente come oggi lo strumento multimediale sia sempre più centrale in una scuola elementare: lo usano i bambini di prima per colorare con un programma come “Paint” e preparare i biglietti festivi e quelli più grandi per scrivere poesie, inserire le foto nei testi, preparare le prime relazioni fino a spingersi all'utilizzo di software più sofisticati. Ecco perchè la mobilitazione è stata immediata: i primi ad aver creduto che questa brutta storia avrebbe avuto un lieto fine sono stati i ragazzini. Non si sono mica spaventati e a forza di organizzare manifestazioni, lanciare appelli, scrivere e colorare a mano cartelloni di dissenso e di condanna per il furto subito, vissuto come un'offesa verso se stessi, oltre che verso la propria scuola, hanno creato un bel dibattito. Sono riusciti a mantenere alta l'attenzione e, alla fine, a centrare l'obiettivo.
Per la scuola ricomprare i computer sarebbe stata un'impresa titanica: i fondi sono decisamente scarsi, le strutture mancano perfino di carta igienica, pennarelli, fogli e quaderni che, di solito, vengono comprati dalle famiglie con contributi di solidarietà. I pochi fondi a disposizione servono per garantire le attività didattiche e formative.
Anche in una situazione di tale difficoltà, l’appello lanciato dal Tirreno aveva riacceso la speranza, diventata poi conferma una volta che la notizia dell'acquisto del materiale rubato è stata comunicata alla capoplesso direttamente dalla voce di Arturo Lattanzi, presidente Fondazione Crl. E poi, ad essere sinceri, in tutta questa storia l'aspetto prioritario non è stato tanto quello economico, quanto quello umano. Dalla scoperta del furto, alla reazione immediata di insegnanti e alunni, all'appello del giornale fino alla promessa assunta dalla Fondazione è stata giocata una vera partita di solidarietà. Che ha restituito la fiducia e la possibilità di credere ancora nelle storie a lieto fine.
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