Il dolore
Due pensiline per il fotovoltaico
Produrranno 90mila kilowattora all’anno nella sede del Consorzio
MARGHERITA. Il Consorzio di bonifica Auser-Bientina investe nelle energie rinnovabili. Partiti a S. Margherita in via Scatena i lavori per la realizzazione di due pensiline sulle coperture delle quali saranno sistemati pannelli fotovoltaici che produrranno circa 90mila kilowattora all’anno. Costo totale dell’opera:220mila euro, totalmente finanziati dall’ente. «È solo il primo passo. Risparmiare sulla bolletta energetica significa reinvestire sul territorio, migliorando la sicurezza idraulica, o abbassare il contributo di bonifica», dice il presidente Ismaele Ridolfi.
Il cantiere chiuderà entro l’estate e i pannelli fotovoltaici potranno iniziare a produrre energia per il Consorzio di bonifica Auser-Bientina, che ha deciso di puntare molto sulle energie rinnovabili. Due gli impianti in fase di realizzazione, tanti quante sono le nuove pensiline sotto le quali troveranno ricovero i mezzi e le attrezzature dell’ente. Il primo impianto avrà una potenza di 50 chilowatt, il secondo di 23. In totale copriranno una superficie di 400 metri quadrati. L’intervento è stato completamente finanziato dall’ente di bonifica, che ha il vantaggio di poter reinvestire direttamente i fondi derivanti dal contributo. Il costo totale si aggira attorno ai 220mila euro, ovvero 2500 euro a chilowatt, più imposte. «Sono circa due anni che proseguiamo su una strada ben precisa, quella degli investimenti nelle energie rinnovabili – dice il presidente del Consorzio Ismaele Ridolfi – Abbiamo fatto scelte strategiche, che ci permettono di portare avanti determinati progetti in questo campo, tant’è che abbiamo previsto circa un milione di euro in bilancio. Da un lato, avremo a disposizione risorse maggiori derivanti dal risparmio sulla bolletta energetica, e che verranno reinvestite nel miglioramento della sicurezza idraulica, dunque sul territorio. Dall’altro, questi progetti ci permettono di muoverci nel’ambito della razionalizzazione e ottimizzazione degli spazi, visto che utilizziamo delle pensiline per il ricovero di mezzi e attrezzature che sarebbero comunque necessarie».
Ma i progetti non si esauriscono con l’apertura di questo cantiere. Cc’è stato lo smantellamento del vecchio tetto in eternit della sede del Consorzio e la ristrutturazione della copertura, ora dotata di isolamento termico. Quindi, si proseguirà con altri interventi, sempre all’insegna delle rinnovabili e del fotovoltaico in particolare.
«Interverremo su altri edifici di proprietà dell’ente – spiega Ridolfi – a cominciare dalla nostra sede di Cascine di Buti e continuando con i tre impianti idrovore. Poi c’è il progetto sull’energia idroelettrica, grazie al quale vorremmo utilizzare i corsi d’acqua dei quali siamo incaricati della manutenzione. Infine, stiamo pensando anche alle biomasse, impiantando alberature nelle casse di espansione come quella sul rio Caprio, a Lammari. «Tutte queste operazioni – conclude Ridolfi – ci permetteranno di avere a disposizione maggiori risorse da investire sul territorio o, in alternativa, di abbassare il contributo da versare all’ente».(a.b.)
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