Sicurezza
Tifo più maturo con l’azionariato popolare
Lontani i tempi dei Bulldog che monopolizzavano la curva, oggi c’è unità grazie al Gruppo Storico
LUCCA
La stagione di veleni e violenze con una curva politicizzata è ormai acqua passata. Dalla vicenda dei Bulldog - un gruppo ultras di estrema destra condannato in primo grado per i reati di associazione a delinquere, percosse, minacce, lesioni, danneggiamento e porto abusivo di oggetti atti ad offendere - che ha monopolizzato il periodo in cui la Lucchese era guidata dall’uomo d’affari siro-armeno Fouzi Hadj, poi arrestato e a giudizio per bancarotta fraudolenta, il tifo organizzato è cresciuto e oggi con la creazione del «Lucca United», l’azionariato popolare vuol incidere non tanto sugli spalti quanto sulle scelte societarie. Perché due fallimenti sportivi per una città come Lucca sono difficili da digerire. Le promesse non bastano più perché la realtà è dura poi da digerire. Quindi, attraverso l’azionariato popolare (il modello spagnolo del Barcellona è il sogno di generazioni di sportivi), i sostenitori veri vogliono esercitare una sorta di controllo sulle scelte societarie. Per evitare che non si ripeta mai più che il club cittadino invece di affrontare gli avversari sul campo da gioco sia costretto a disputare le sue partite per la sopravvivenza in un’aula di tribunale. Sono quasi 200 i soci sostenitori del Lucca United. Uniti in un’unica fede: la Lucchese. Che va al di là di ogni credo religioso, di ogni bandiera politica. Niente destra, niente sinistra. Tutti a cantare «Alè Lucca». Certo, qualche episodio sporadico può accadere ancora. Ma i violenti vengono emarginati perché il concetto è quello di far tornare allo stadio le famiglie con i bambini per creare un movimento virtuoso intorno al fenomeno calcio. Adesso chi porta avanti i tifo in città sono i «vecchi» supporters del Gruppo Storico. Innamorati dei colori rossoneri che hanno iniziato a frequentare il Porta Elisa più di trent’anni fa quando il factotum era quel Romeo Anconetani che qualche anno dopo fece grande gli «odiati» cugini del Pisa. Uno «zoccolo duro» che ha seguito l’Fc Lucca nei campi della sperduta periferia del calcio: da Montemurlo a Signa a Quarrata. Con lo stesso immutato amore e cantando il medesimo refrain «C1 o Eccellenza nessuna differenza». Come a dire che per questi colori non c’è categoria che tenga. Trascinati dal Gruppo Storico si sono presentati allo stadio anche volti nuovi: ragazzi e ragazze che hanno trovato nella sana passione sportiva un modo per stare assieme e passare una domenica in allegria e spensieratezza. Ma non vanno dimenticati neanche i supporters più «anziani»: il Club Camigliano del mitico Spadoni, il Club Marlia Rossonera di Giambattista Martini e i saggi del «Muro del Pianto». Un mondo variopinto di suoni e colori che non hanno abbandonato la squadra della città nel momento più difficile della sua vita sportiva.
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