Il Tirreno

Lucca

Società nata per imitare il modello dell’Empoli

di Luca Tronchetti
Società nata per imitare il modello dell’Empoli

Il presidente Nicola Giannecchini si è avvicinato allo sport sette mesi fa «Il calcio va gestito come un’azienda: costi ridotti valorizzando i giovani»

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LUCCA

Ripartire con le idee chiare. Impresa titanica dopo due fallimenti sportivi in quattro anni. Roba da guinness dei primati. Nicola Giannecchini, presidente dell’Fc Lucca 2011, proiezione della futura Lucchese, e i cinque soci che condividono con lui l’avventura umana e professionale ci sono riusciti.Il segreto? Un mix bene assortito di piccoli imprenditori appassionati e soprattutto un taglio netto con il passato. Addio a misteriosi uomini d’affari dal passato oscuro o a speculatori del mattone che considerano il pallone come un mezzo per poter arrivare ai loro fini imprenditoriali. La parola d’ordine è trasparenza. E l’unico modo di fare calcio in una piccola città di provincia - dove non c’è un mecenate o un imprenditore in grado d’investire a fondo perduto - è quello legato alla valorizzazione dei giovani. Il modello, neanche a dirlo, è quello dell’Empoli: strutture ricettive e impianti sportivi all’avanguardia per allevare 2-300 ragazzi e lanciarli nei professionisti.

Costi, tagli, ricavi. Nella stagione della ripartenza l’Fc Lucca per vincere il campionato ha speso all inclusive (iscrizione in soprannumero al torneo di Eccellenza, stipendi, trasferte, strutture, bollette) circa 500mila euro (la Pistoiese l’anno pasato oltre 630) e i ricavi - incassi, sponsorizzazioni, contribuzioni - sono stati di circa 400 mila euro: «Se non avessimo dovuto versare 100mila euro alla Figc per l’iscrizione in sovrannumero - dice Giannecchini che è stato presidente dei giovani industriali lucchesi sino ad alcuni mesi fa - avremo chiuso la stagione con il pareggio di bilancio. Come abbiamo fatto? Direi che ci abbiamo messo la faccia ognuno nei settori merceologici di competenza e ognuno per le sue conoscenze personali. Siamo stati trasparenti e chiari con tutti coloro che si avvicinavano al progetto. Adesso però costituiremo una società a responsabilità limitata affrontando un campionato interregionale (la serie D) e portando a quattro le squadre del settore giovanile 80 ragazzi). Sarà necessario un maggior impegno da parte di tutti».

Enti pubblici e progetti. Per economizzare verranno ridotte le spese superflue e i costi legati alle bollette di luce, acqua e gas sia al Porta Elisa che all’Acquedotto. «Non è possibile - dicono Giannecchini e soci - pagare 100mila euro all’anno usufruendo e solo parzialmente di un impianto per 8-9 mesi. Abbiamo presentato un progetto che ci consente di ridurre le spese al 50%». Non solo. La curva Est l’anno prossimo resterà chiusa. Ci sono poi numerosi vani al coperto inutilizzati all’interno dello stadio: «La nostra idea è che il Comune dia in affitto quei locali e il ricavato venga lasciato alla società. Il Porta Elisa necessita di un maquillage, ma non servono progetti faraonici. Cosa chiediamo agli enti? Un contributo economico, per affrontare questo periodo iniziale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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