Il Tirreno

Lucca

Piano dei rifiuti, dubbi sull’inceneritore

di Luca Dini

La chiusura dell’impianto SeVerA sembra non essere scontata: il fronte dei Comuni non è compatto

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CASTELNUOVO

L’inceneritore di Castelnuovo resterà chiuso? Se lo chiedono associazioni del territorio, rappresentanti del settore turistico, agricolo e zootecnico, di tutela dell’ambiente e della montagna della Garfagnana e Media Valle del Serchio, che nello scorso giugno avevano espresso la loro ferma contrarietà al ventilato progetto di ristrutturazione/ampliamento del vecchio impianto per l'incenerimento dei rifiuti in località Belvedere.

Il momento della verità è vicino e c’è qualche timore per le scelte che si troveranno nel nuovo piano interprovinciale. L’inceneritore di Se.Ver.A. spa è fermo da oltre 2 anni a causa della vetustà della parte forno-combustione e dei mancati adeguamenti richiesti dalla Provincia, nel 2010, per garantirne sicurezza ed emissioni nella norma. «Il Comune di Castelnuovo ha ben descritto lo stato attuale dell’impianto alla Provincia – spiega Danilo Musetti, presidente dell’associazione per il turismo in Garfagnana e capofila del movimento – la gestione rifiuti di Se.Ver.A.spa, incentrata sull’incenerimento, ha procurato ai comuni proprietari gravissime perdite economiche a fronte di un servizio costosissimo e non in linea con le norme di legge in materia di raccolta differenziata dei rifiuti. Assurdamente, poi, nel giugno 2011, l’assemblea dei soci Se.Ver.A. ha approvato a maggioranza, ma con Castelnuovo e Vergemoli contrari e Villa Collemandina astenuta, un fantomatico piano industriale che prevedrebbe addirittura un ulteriore indebitamento di 5 milioni di euro per rifare ed ampliare la camera di combustione dell’inceneritore. Ci rifiutiamo di accettare un nuovo piano rifiuti, stavolta interprovinciale, che non preveda lo smantellamento dell’impianto di incenerimento di Castelnuovo, salvaguardando al contempo l’occupazione attraverso l’implementazione delle raccolte differenziate e della raccolta porta a porta».

Da dove nasce la paura che non sia così? L’iter della Provincia prevede da tempo la dismissione sia dell’impianto di Castelnuovo che di Pietrasanta. Ma mentre in Versilia il fronte dei comuni è compatto, in Garfagnana c’è qualche dubbio. Anche il circolo di Sel monitora gli eventi: «Il consiglio comunale di Castelnuovo parlava chiaro - spiegano la coordinatrice del circolo, Daniela Nardini, ed il consigliere provinciale, Alberto Comparini – chiusura dell’inceneritore e passaggio alla raccolta porta a porta. Dopo le parole, aspettiamo i fatti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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