Il Tirreno

Lucca

Contro la liberalizzazione

I sindacati oggi in piazza No al lavoro domenicale

di Gianni Parrini
I sindacati oggi in piazza No al lavoro domenicale

LUCCA «Giù le mani dal giorno del riposo». I sindacati scendono in strada in occasione della giornata europea per la domenica libera e fanno sentire la loro voce contro la liberalizzazione delle...

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LUCCA

«Giù le mani dal giorno del riposo». I sindacati scendono in strada in occasione della giornata europea per la domenica libera e fanno sentire la loro voce contro la liberalizzazione delle aperture dei negozi.

Oggi pomeriggio in via Fillungo, dalle 15 alle 19.30, i membri di Filcams Cgil, Fisascat Cisl ed Uiltucs Uil distribuiranno volantini, palloncini ed altro materiale con gli slogan "La festa non si vende, liberiamo le domeniche”, “La domenica fate l'amore e non la spesa” e “I bambini la domenica devono stare con mamma e papà".

Secondo i sindacati la derugulation montiana farà sentire i suoi effetti anche in territorio lucchese. I pericoli individuati riguardano gli orari di lavoro dei dipendenti della grande distribuzione, l’estinzione dei piccoli esercizi e la proliferazione di forme di lavoro atipiche, ad esempio i contratti weekend. «Si tratta di possibilità di impiego rivolte a studenti universitari e disoccupati - spiega Giovanni Sgro (Uil) – La grande distribuzione trovandosi impreparata a questa rivoluzione potrebbe ricorrere a una tale soluzione. I dipendenti assunti full time, infatti, secondo il contratto nazionale devono garantire solo il 30% delle domeniche lavorative previste dai regolamenti comunali».

La decisione del Tar della Toscana che nelle scorse settimane ha sospeso il calendario delle aperture domenicali redatto dal Comune di Lucca, segna un punto a favore della liberalizzazione, nella diatriba che si è aperta tra la normativa regionale e quella del governo su questa materia. La grande distribuzione ha preso la palla al balzo: Esselunga, Pam, Carrefour e Coop sembrano intenzionate ad aprire almeno un punto vendita nelle prossime domeniche in attesa di organizzare adeguatamente la pianta organica del personale.

«Noi riteniamo che la strada della concertazione a livello locale adottata fino ad oggi – spiega Giovanni Bernicchi (Cisl) – sia la soluzione migliore e auspichiamo che sia praticabile anche in futuro. L’idea dei contratti weekend, inoltre, non funziona per i reparti specializzati (macelleria, pescheria, gastronomia, ndr) dove servono capacità professionali che non possono essere improvvisate».

«Le liberalizzazioni nel commercio non creano nuovi posti di lavoro, ma esauriscono chi già c’è con turni pesanti e richieste eccessive di flessibilità – spiega Massimo Dinelli (Cgil) – Conosco mariti e mogli con figli piccoli che lavorano nello stesso supermercato: mi domando quando troveranno il tempo per riunire la famiglia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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