Il Tirreno

Lucca

Edifici pubblici invenduti, niente soldi per i lavori

Bloccati trasformazione e cambio di destinazione di scuole e oleificio Borella Al Comune vengono a mancare le risorse da investire nelle opere

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LUCCA

Ferma la vendita degli immobili, arenato il piano delle opere pubbliche. Il Comune non riesce a vendere scuole dismesse o grandi complessi come l’ex oleificio Borella, nel centro storico, e quindi non ha soldi da investire nei lavori pubblici.

A congelare le operazioni immobiliari e di mercato è la variante di riallineamento fra piano strutturale e regolamento urbanistico che dovrà essere approvata in settimana: non prevede, infatti, il cambio di destinazione d’uso dei fabbricati da recuperare con piani complessi. Tanto meno prevede la trasformazione di grandi contenitori, come l’oleificio Borella, appunto, per intervenire sui quali, fra l’altro, sarebbe necessaria una Vas, la valutazione ambientale strategica che misura l’impatto dell’operazione sul tessuto urbanistico, sociale ed economico di una realtà.

I progetti di recupero, trasformazione e vendita di edifici pubblici non più utilizzati - conferma il sindaco, Mauro Favilla, sono tanti: riguardano «cinque o sei scuole oltre all’oleificio Borella. Ma tutto è bloccato, per due ragioni: il mercato immobiliare in questo momento va a rilento; inoltre, abbiamo difficoltà a modificare la destinazione d’uso degli immobili da alienare». Il caso più complicato - aggiunge il sindaco - è proprio «quello dell’oleificio Borella perché la ristrutturazione richiede un piano per il quale è necessaria la Vas». Ma questa valutazione non può essere richiesta dal momento che è stata esclusa per la variante urbanistica, per accelerare il processo di approvazione definitiva. La variante, a sua volta, può essere approvata senza Vas a patto di non introdurre modifiche sostanziali alle previsioni originarie degli strumenti urbanistici. E di escludere, quindi, tutti gli interventi sui complessi da ristrutturare, oleificio Borella compreso.

«Oggi - sottolinea Favilla - è importante arrivare all’approvazione della variante. Per gli interventi di recupero e di trasformazione di scuole o complessi potremo procedere, in seguito, con varianti ad hoc. E con piani attuativi specifici che dovranno essere adottati e poi approvati dal consiglio comunale, dopo la presentazione e la verifica di eventuali osservazioni all’intervento». Questa procedura - secondo Favilla - potrebbe essere seguita anche per la trasformazione del Campo di Marte, una volta «che saranno definiti gli spazi non a disposizione dei servizi sanitari. Al momento, però, non esistono indicazioni precise al riguardo». L’unica certezza è che senza la vendita degli immobili i lavori pubblici restano bloccati.(i.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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