La manifestazione
Voto alle Rsu, accuse Cgil: «Il Comune le boicotta»
Dopo cinque anni si torna a votare per le Rsu nella scuola e nel pubblico impiego in generale. Lunedì, martedì e mercoledì, infatti, saranno chiamati ai seggi anche gli oltre 11 mila lavoratori...
LUCCA. Dopo cinque anni si torna a votare per le Rsu nella scuola e nel pubblico impiego in generale.
Lunedì, martedì e mercoledì, infatti, saranno chiamati ai seggi anche gli oltre 11 mila lavoratori della provincia: più di 7000 solo nella sanità, negli enti locali e negli uffici ministeriali e 4000 negli istituti scolastici. Dovranno eleggere circa 400 rappresentanti sindacali che andranno a far parte delle Rsu aziendali.
In totale i seggi – dislocati negli stessi luoghi di lavoro – sono oltre 100 e nei tre giorni di votazioni avranno orari diversificati di apertura.
Per quanto riguarda le scuole, i lavoratori dovranno scegliere tre rappresentanti per ogni Rsu. Nel pubblico impiego, invece, la composizione della Rsu dipende dalla quantità dei dipendenti di ogni ente o azienda: la maggiore è l’Asl, seguita dai Comuni di Lucca e Capannori.
Tra le varie organizzazioni sindacali, la Cgil lucchese ha indetto una conferenza stampa per presentare la propria campagna di raccolta adesione.
La Cgil – che alle ultime elezioni di cinque anni fa ottenne un risultato importante - si presenta con 209 candidati, sperando di rinnovare quel successo. Ma quello che sta maggiormente a cuore del sindacato, al di là della sua affermazione, è la conquista del quorum. Minato, soprattutto nel pubblico impiego – dice la Cgil – da vari tentativi per scoraggiare la partecipazione al voto. «Ne è un esempio – sostiene Giovanna Lozopone, segretaria Funzione pubblica – la decisione del Comune di Lucca di fare aprire un unico seggio, a Palazzo Santini, per quasi 600 aventi diritto. Una scelta che non facilita il voto, soprattutto di chi deve arrivare dall’esterno». I dirigenti lucchesi del sindacato, quindi, fanno un appello alla partecipazione. «E’ un voto importantissimo – dicono il segretario generale Giampaolo Mati con Lozopone e Marcella Zani, della Funzione pubblica – per il futuro di tutto il sindacato italiano e per i lavoratori. Non dimentichiamoci che il ministro Brunetta per ben due volte ha impedito che i lavoratori potessero scegliere i propri rappresentanti. Ora finalmente torna in campo l’idea che il lavoro possa essere rappresentato».
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