La manifestazione
Botta e risposta sul campo nomadi
Il portavoce dei Sinti scrive al sindaco che replica: «Aiuti sì, illegalità no»
LUCCA
Da una parte c’è l’accusa: «Con i blitz e l’abbandono ci condannate all’abbruttimento». Dall’altra la risposta dell’amministrazione, che più che difendersi contrattacca. «Lucca vi aiuterà ancora perché è generosa, ma il campo sarà gradualmente smantellato». Si sviluppa su questo copione il botta e risposta a distanza tra Cavazza Belmonte, portavoce dei Sinti che vivono nel campo nomadi di via delle Tagliate, e il sindaco Mauro Favilla.
In una lettera aperta inviata alla redazione del Tirreno Belmonte torna sul blitz effettuato una decina di giorni fa dalle forze dell’ordine (era presente anche Favilla, ndr) e da qui prende lo spunto per criticare l’intera politica del Comune nei confronti dei nomadi: «Esprimo soddisfazione nel costatare che un sindaco finalmente sia venuto a vedere di persona la situazione in cui viviamo – scrive Belmonte – Peccato che lo abbia fatto solo nell’occasione di un blitz!». Belmonte muove accuse precise all’amministrazione: «Chiunque faccia un sopralluogo costata facilmente che i servizi “igienici” disponibili per un numero così grande di persone sono del tutto insufficienti. Non viene effettuato il ritiro dell’immondizia da parte dell’organismo predisposto. E chiedo anche a lei, signor sindaco: ma non prova un pochino di vergogna per avere schierato un notevole gruppo di carabinieri per fare il blitz nel campo, anziché mandare la protezione civile per riassestarlo? A quando, oltre l’elicottero, un carrarmato? I soldi destinati all’integrazione, attinti anche dai fondi europei, vengono o non spesi o spesi per la costruzione di questi campi, per gli sgomberi, per le recinzioni, per il personale addetto ai controlli e alla vigilanza, per le presunte pulizie, per le bonifiche dei campi sgomberati».
Il sindaco Favilla ha voluto rispondere alla lettera: «Sono contento che la comunità dei Sinti si apra al confronto con la città e mi permetta di chiarire alcuni punti: non è mia abitudine presentarmi sui luoghi dei blitz delle forze dell’ordine, ma in questo caso mi è stato chiesto esplicitamente e, quindi, non mi sono sottratto anche perché non è mi abitudine infilare la testa sotto la sabbia». Il sindaco ribadisce la volontà di collaborare ma indica anche dei punti fermi: «Non si possono tollerare, e non le tollererò, sacche di illegalità che si parano dietro il disagio. Il disagio può essere affrontato e superato, insieme. Non potete pensare di ridurre gli spazi pubblici che vi sono stati concessi, come il campo, in stregua di discariche e poi pretendere l’intervento del Comune a sistemare. Lucca vi aiuterà ancora perché è generosa, ma il campo sarà gradualmente smantellato: per ogni famiglia che troverà altra sistemazione, la piazzola sarà rimossa».
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