Il Tirreno

Lucca

Nuove misure per aprire bar e ristoranti in centro

Novanta e 50 metri quadrati come limite minimo: lo ha deciso il consiglio Soddisfatto l’assessore Bruni: «Ora è più agevole inaugurare un’attività»

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LUCCA

Novanta metri quadri come limite minimo per i ristoranti e 50 per i bar: sono queste le nuove misure fissate dal Comune per chi vuole avviare una nuova attività dentro o fuori il centro storico. Così recita il regolamento sui pubblici esercizi, approvato in consiglio comunale con 23 voti favorevoli (maggioranza e opposizione) e uno contrario (Governare Lucca). Dunque è la metratura l'elemento essenziale della modifica del regolamento, visto che il testo del 2009 fissava a 165mq il limite minimo di estensione dei ristoranti del centro.

«Una misura - spiega l'assessore Bruni - eccessiva e inadeguata, che poneva difficoltà a tutti coloro che avessero voluto aprire un locale. Questa pratica ha avuto un iter molto lungo, dovevamo presentarla a dicembre, poi i tempi sono slittati per l'arrivo della lettera del Garante e del parere del ministero su alcuni punti sollevati dai commercianti. Abbiamo parlato con le categorie e siamo arrivati ad un testo approvato all'unanimità in commissione che fissa a 90mq il limite minimo per i ristoranti e a 50 per i bar. Ritengo sia importante mantenere la presenza del limite minimo come garanzia di vivibilità all'interno dei locali». Respinto l'odg presentato dal capogruppo di Governare Lucca, Vincenzo Giorgi, che chiedeva al sindaco e alla giunta "di impegnarsi a fornire, nei termini indicati di 60 giorni dal ricevimento del parere, all'autorità del Garante, comunicazione delle iniziative adottate in relazione alle criticità rilevate, riguardanti gli esercizi di vicinato, ai quali, secondo l'autorità, non deve essere preclusa la possibilità di utilizzare i propri arredi, compresi tavoli e sedute, ai fini del consumo immediato dei prodotti di gastronomia e la metratura. Sempre secondo il Garante, infatti, l'individuazione della superficie da riservare all'attività economica deve essere rimessa alla libera iniziativa di ciascun soggetto attivo sul mercato, quando non trovano giustificazione previsioni che definiscono per via regolamentare superfici minime di riferimento". Sul tema è in atto un contenzioso tra Regione e Governo centrale: c'è da capire, infatti, se la legge nazionale del 22 dicembre 2011, che prevede una totale liberalizzazione e alla quale la Regione ha fatto ricorso, possa stravolgere la nuova disciplina comunale. Tra 6 mesi si tornerà a discutere del regolamento, soprattutto per le parti relative all'impossibilità, da parte dei gestori dei locali già aperti al momento dell'entrata in vigore del regolamento, di effettuare ampliamenti se questi, nel complesso, non raggiungono la superficie minima di 90 o 50 metri quadri.(n.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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