Il dolore
Rapina a un negozio di abbigliamento
Bandito armato di pistola s’impossessa dell’incasso del Mencarino a Segromigno in Piano e poi fugge con un complice
SEGROMIGNO INPIANO
La minacciano con una pistola e la costringono a consegnare l’incasso della giornata: poco più di 700 euro. Poi fuggono a bordo di uno scooter e si dileguano nell’oscurità.
Sono le 19 quando i malviventi prendono di mira il negozio di abbigliamento Mencarino a Segromigno in Piano. In quel momento nel locale c’è soltanto la commessa vicino alla cassa. I banditi sono due: entrambi hanno il volto travisato dal casco integrale. Uno di loro - senza particolari inflessioni dialettali - si avvicina. Impugna un revolver (stando alla ricostruzione dei carabinieri probabilmente un’arma giocattolo) e punta la canna in direzione della giovane donna. «Presto i soldi» l’unica frase a mezza bocca pronunciata dal malvivente. Mentre il complice sta attento che nessuno entri il malfattore, aperto il cassetto, arraffa le banconote: circa 700 euro. Il colpo dura meno di due minuti. Il tempo di sistemare i soldi nella tasca del giaccone e di guadagnare in fretta l’uscita. Fuori c’è uno scooter che gli attende. Mettono in moto e si allontanano in fretta. La commessa, illesa, ma sotto choc, chiama il principale e i carabinieri. Sul posto una pattuglia del radiomobile guidata dal tenente Andrea Senes e una macchina dei militari di Capannori. La dipendente del negozio della catena Giuseppe Mencari racconta in caserma la dinamica della rapina mentre nel frattempo vengono istituiti posti di blocco nel Capannorese. Sino a tarda notte però nessuna traccia dei banditi. Preoccupa l’escalation della criminalità specie nella zona nord del comune di Capannori. Oltre alla rapina ci sono stati diversi furti nella zona di Lappato e San Gennaro. L’altra sera poco dopo le 20 mentre una famiglia stava tranquillamente cenando in cucina ha subito il furto dell’auto parcheggiata proprio davanti all’abitazione. I malviventi, introdottisi nella corte, hanno approfittato delle chiavi inserite nel cruscotto per mettere in moto e allontanarsi. E, sempre in un’altra corte, i malviventi dopo aver rotto il lunotto termico di un’auto parcheggiata fuori da una casa colonica si sono impossessati del navigatore satellitare e di pochi spiccioli che si trovavano all’interno. Anche a S. Gennaro si sono avuti un paio di raid ai danni di abitazioni isolate e sempre in orari compresi tra le 17,30 e le 21.
Misero il bottino: qualche centinaio di euro e un paio di cellulari. Nonostante i controlli la microcriminalità ha ormai superato da tempo il livello di guardia.(l.t.)
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