Finanza
Parco S. Anna, il pericolo rimane
I giudici: «L’adozione di varianti potrebbe impedire l’annullamento»
LUCCA
Permane il danno causato dal ritardo (dal latino periculum in mora) e quindi il Parco S.Anna resta sotto sequestro. Il tribunale del Riesame (presidente Valentino Pezzuti, a latere Mario Profeta e Stefano Billet) respinge, ritenendole infondate, le istanze di dissequestro presentate dai legali della Valore spa di Prato.
Scrivono nell’ordinanza i giudici del Riesame: «Il periculum in mora paventato in occasione del sequestro preventivo deve ritenersi attuale e concreto anche a fronte dell’avvio di procedimenti di annullamento e di revoca delle delibere del Commissario straordinario di adozione del piano attuativo denominato Parco S. Anna. L’avvio di un iter amministrativo volto all’annullamento e alla revoca delle delibere del Commissario straordinario di adozione del piano per il Parco S. Anna non incide, se non in termini di manifestazione di intento da parte della giunta comunale, e quindi non concretamente, sulla situazione di fatto e sull’esistenza del pericolo come paventato e ciò considerato l’interesse sottostante all’affare e l’opzione avallata da parte del Comune mediante l’adozione di delibere di variante idonee a rimettere in gioco il piano attuativo a suo tempo decaduto che il mero avvio di procedimento volto alla revoca o all’annullamento del piano attuativo medesimo non appare in grado di contrastare adeguatamente».
Un punto a favore dell’accusa anche se i legali della Valore preannunciano un nuovo ricorso alla Suprema Corte.
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