Sicurezza
Due periti per stabilire l’infermità mentale
Omicidio Giannarini, il gup vuol capire se Igor Paolinelli al momento di sparare era capace d’intendere
LUCCA
Un collegio di periti - gli psichiatri Traverso e Addabbi dell’università di Siena - stabilirà se Igor Paolinelli, 41 anni, che la sera del 17 aprile a Piazza di Brancoli uccise con sei colpi di pistola l’ex fidanzata Laura Emanuela Giannarini di 44 anni, al momento di compiere il folle gesto era perfettamente capace d’intendere e di volere. Sul punto, infatti, i consulenti di accusa e difesa hanno opinioni completamente distanti e divergenti. Per l’accusa, retta dal sostituto procuratore Elena Leone, l’imputato detenuto nel carcere di San Giorgio con l’accusa di omicidio volontario un mese e mezzo prima di ammazzare la donna le ruppe un braccio con un bastone. Per la procura non ci sono dubbi: Igor Paolinelli agì con lucida premeditazione. Uscì dalla sua abitazione di Ponte a Moriano con la pistola calibro 38 con i sei colpi in canna deciso ad uccidere quella donna che lo faceva ingelosire con i suoi racconti di storie con altri uomini. Il perito dell’accusa, il professor Mauro Mauri del dipartimento di psichiatria dell’università di Pisa, nella sua relazione avrebbe stabilito che l’omicida era capace di intendere e volere al momento di premere il grilletto. Diametralmente opposta la tesi del legale dell’imputato, avvocato Filippo Tacchi, che ha utilizzato come consulente il professor Di Fiorino. Proprio il racconto dell’omicida e la sua sindrome maniaco-ossessiva sulla presenza di una forza esoterica capace di legarlo a quella donna contro la sua volontà attraverso una fattura impossibile da spezzare se non con il delitto rafforzano nello psichiatra la convinzione che Igor Paolinelli era incapace d’intendere e di volere al punto tale di non rendersi conto di quanto stava facendo. Avrebbe agito come un automa mentre esplodeva quei sei colpi di pistola quella domenica sera del 17 aprile 2011.
La chiave di lettura del processo resta quella della mania ossessiva dell’imputato, convinto, ancora oggi di essere stato vittima di un sortilegio, di una fattura. In una parola del malocchio.
Il giudice dell’udienza preliminare Giuseppe Pezzuti ha fissato in 90 giorni il termine per il deposito delle perizie mentre il 18 luglio ci sarà un’udienza camerale nel corso della quale i periti del giudici e quelli di parte esporranno le loro relazioni. La madre e le sorelle della vittima si sono costituite parte civile al processo.
Per la procura Igor Paolinelli dovrà rispondere dei reati di omicidio volontario aggravato, porto abusivo di pistola e lesioni personali. Con ogni probabilità la sentenza sarà pronunciata entro la fine di settembre, al rientro dalle ferie giudiziarie.
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