Il Tirreno

Lucca

Vendite in picchiata Si comprano solo macchine usate e tv

di Gianni Parrini

Lucchesia ancora ricca, ma le famiglie tirano la cinghia Il giro d’affari dei beni durevoli in netto calo nel 2011

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LUCCA

Auto usate, qualche televisore, pochi contanti e molte rate. La crisi che avvolge l‘Italia e il mondo intero si riflette anche sui consumi dei cittadini lucchesi. Ma il “braccino corto” stavolta non è dettato da una supposta tirchieria, bensì da una situazione economica che per tutte le classi sociali risulta essere sempre più gravosa.

A raccontare questa contrazione sono i dati dell’osservatorio Findomestic che fotografa l’andamento degli affari in lucchesia nel 2011 e il ricorso al credito al consumo. Dall’indagine emerge che la provincia di Lucca è terza nella regione in ricchezza con 19.607 euro di reddito medio procapite dopo Firenze e Siena, quando la media italiana è di 17838 euro. Dall’analisi dei consumi di beni durevoli (auto, moto, elettrodomestici, mobili e informatica) – quelli che più di altri sono acquistati con il credito al consumo – risulta che nella provincia di Lucca sono stati spesi circa 500 milioni di euro, 6 in meno dell’anno precedente, una flessione dell’1,2%, in linea con la flessione toscana (-1%), ma meno pesante di quella nazionale.

«Tutto sommato Lucca è ancora un’isola felice – spiega Lorenzo Squaglia, agente Findomestic nella provincia – La flessione c’è stata ma non paragonabile a quella di altre parti d’Italia. La formula del credito al consumo, tiene abbastanza bene perché il finanziamento a tasso zero per l’acquisto di beni immobili è allettante in un momento di difficoltà. In questi giorni abbiamo avuto molte richieste da parte di negozianti della zona, soprattutto punti vendita di mobilio e centri estetici, intenzionati a proporre questa formula ai loro clienti. Un calo decisamente maggiore, invece, si è avvertito nei prestiti personali: in questo caso i soldi vengono dati direttamente al cliente che ha bisogno di fare una spesa. Ma dato che non ci sono certezze sull’impiego reale della somma questo tipo di prestito viene concesso con maggiore cautela. Nel caso del credito al consumo tradizionale, invece, eroghiamo le somme direttamente al negoziante, che poi riscuote dal cliente finale le rate del prodotto venduto e le gira a noi. I controlli vengono fatti al momento dell’acquisto praticamente in tempo reale e nell’80% dei casi viene concessa questa possibilità di pagamento».

In un quadro generale caratterizzato dal segno meno, era ovvio che il comparto delle auto usate fosse uno dei pochi a far registrare segnali positivi: nel 2011, infatti, si sono spesi 106 milioni di euro, 3,5 in più del 2010 con un incremento del 3,4% che è superiore alla media nazionale (2,5%). In flessione, invece, le vendite delle vetture nuove (181 milioni, 5 in meno del 2010). Tiene anche il comparto degli elettrodomestici bruni (tv e hi-fi), in gran parte sostenuto dal passaggio al digitale terrestre che ha favorito l’acquisto di nuovi apparecchi. Resistono anche gli elettrodomestici bianchi (frigoriferi, lavatrici, ecc) con un giro d’affari di 28 milioni di euro e solo 600mila euro in meno rispetto allo scorso anno.

Venendo alle dolenti note, impressiona il calo di vendite delle due ruote: sono solo 18 i milioni di euro spesi (-18%). Scendono anche informatica (-5,4%) e mobilio (-1,3%).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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