Il Tirreno

Lucca

STAMANI DECIDE IL GIUDICE

Uccise il figlio, chiesti i domiciliari

Romano Carani potrebbe tornare a casa in attesa della sentenza

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BARGA

Stamani il gip decide sul rientro nell’abitazione di San Pietro in Campo di Romano Carani, 73 anni, il falegname in pensione che il 9 ottobre 2011 uccise il figlio Andrea, 39 anni, celebroleso dalla nascita, strangolato con un paio di bretelle. Il suo avvocato Paolo Biagiotti ieri mattina ha depositato l’istanza al giudice Marcella Spada Ricci che nelle 24 ore dovrà sciogliere la riserva. Carani, al momento, si trova in una struttura protetta in Alta Garfagnana in regime di arresti domiciliari. Il suo ritorno a casa sarebbe un’ulteriore attenuazione della misura che, comunque, rimarrebbe ancora quella degli arresti domiciliari.

Ieri mattina intanto si è svolta l’udienza preliminare per l’omicidio del figlio celebroleso. Il legale dell’imputato ha ottenuto che il processo si celebrasse con rito abbreviato. Sia l’accusa che la difesa hanno presentato perizie psichiatriche sullo stato di salute mentale di Carani al momento di commettere il gesto disperato. Le perizie di accusa e difesa portano a conclusioni diametralmente opposte. Quindi il giudice dell’udienza preliminare, Marcella Spada Ricci, ha nominato un consulente (l’incarico verrà affidato al professor Mauro Mauri dell’università di Pisa) per valutare l’ipotesi di totale o semi infermità mentale del falegname al momento di uccidere il figlio. Una volta depositata la consulenza (60 giorni) il gup si riunirà in camera di consiglio e sentite di nuovo le parti emetterà la sentenza. L’artigiano mise fine alla tribolata vita del figlio durante la notte strangolandolo con le sue bretelle.(l.t.)

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