La manifestazione
I notai: non contestiamo le tariffe
Ma il consiglio ha approvato dei prontuari che non sono pubblici
LUCCA
Continua a far discutere l'avvio da parte dell’Antitrust di una istruttoria nei confronti del consiglio notarile di Lucca per accertare se sia stato violato il divieto di intese restrittive della concorrenza. Il giorno dopo la diffusione della notizia, il presidente del consiglio Vittorio Gaddi si limita a spiegare «che il procedimento disciplinare avviato dal consiglio nei confronti di un notaio non riguarda violazioni tariffarie ma inadempienze di carattere deontologico».
Secondo quanto riportato nell’istruttoria pubblicata sul sito dell’Antitrust, le cose sono leggermente diverse. Il 22 novembre 2010, un notaio (la cui identità è ancora sconosciuta anche se pare che operi in Versilia) ha denunciato all’Antitrust il consiglio, che lo invitava a produrre copia di fatture e documentazione contabile. Tale invito veniva giustificato in base al fatto che il consiglio aveva «iniziato i controlli circa l’effettiva applicazione della tariffa», approvata dallo stesso con delibera del 24 giugno 2009. Sarebbe così emerso che il consiglio aveva approvato quattro prontuari «relativi i primi due agli atti negoziali immobiliari (compravendite, permute, donazioni, divisioni) e gli altri due ai contratti di mutuo fondiario». Tali prontuari risponderebbero alla necessità di «fornire dei criteri per facilitare l’applicazione della tariffa notarile per le tipologie di atti maggiormente diffuse e che danno luogo a fenomeni di concorrenza sleale».
Secondo il consiglio la richiesta dei documenti era volta a verificare «la correttezza nella indicazione degli importi delle singole voci enunciate in fattura, il tutto per assicurare la trasparenza nei confronti del cittadino».
Ma a quanto pare non sempre la trasparenza è una priorità. Abbiamo chiesto di poter visionare questi prontuari, ma il presidente Gaddi ha ritenuto di non poter soddisfare tale richiesta. I prontuari, infatti, non sono pubblicati su Internet e – a quanto ci viene detto – non possono essere esaminati senza l’approvazione del consiglio. Occorre ricordare che il decreto Bersani del 2006 ha abolito il valore legale dei tariffari. Pertanto l’indicazione di tariffe massime e minime è solo orientativa.
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