Il dolore
Tempi di ricovero certi senza dimissioni affrettate
Nessun paziente sarà dimesso prima del tempo. Lo assicura il direttore generale dell’Asl 2 Antonio D’Urso, spiegando come sarà organizzata l’assistenza per intensità di cura nel nuovo ospedale....
LUCCA. Nessun paziente sarà dimesso prima del tempo. Lo assicura il direttore generale dell’Asl 2 Antonio D’Urso, spiegando come sarà organizzata l’assistenza per intensità di cura nel nuovo ospedale.
Area chirurgica. Nel caso di ricovero urgenti - afferma D’Urso - chiediamo ai chirurghi di operare e di assicurare un tempo di degenza giusto prima della dimissione. Quindi tutto come ora. Per i ricoveri ordinari invece dovranno dirci quanto tempo pensano di tener ricoverato quel paziente. Che dovrà entrare in ospedale il giorno dell’intervento dopo aver fatto in un solo giorno tutte le attività di preospedalizzazione che dovranno essere centralizzate. Se per una colicisti - dice il dg dell’Asl - si prevedono cinque giorni, l’intervento va fatto di lunedì per poter dimettere il paziente al venerdì. Se ci saranno complicazioni o la necessità di una degenza più lunga, il malato verràò trasferito in un reparto long, con un ciclo di assistena continua.
Area medica. «Qui si gioca la scommessa della medicina - spiega D’Urso -. Bisogna dare risposte ai cittadini e alla rete dell’emergenza. Ci si ricovera dopo essere entrati al pronto soccorso e i pazienti devono avere la certezza di trovare un posto letto. In questa ottica va ridotta la durata della degenza, tagliando i tempi inutili».
Il direttore cita l’esempio di pazienti che arrivano al pronto soccorso e che devono attendere tempi lunghi tra una visita e un accertamento, tra un esame e la relativa risposta.
»Non vogliamo discutere su quanto tempo i medici ci mettono a fare il loro lavoro - chiarisce D’Urso - ma intendiamo operare sui tempi dell’organizzazione».
I posti letto. D’Urso conferma quanto scritto sabato dal nostro giornale. I posti letto al Campo di Marte sono già in linea con quelli del monoblocco in costruzione. «Chi ne vuole di più - dice il dg - ipotizza zone parcheggio che noi non vogliamo. Preferiamo pensare a strutture intermedie al Campo di Marte. Per esempio nel nuovo ospedale sono previsti tanti posti di day hospital e day surgery, forse i primi andranno rivisti. E nell’area medica sarà opportuno avere un medico e un infermiere cui il paziente ricoverato può fare riferimento».
L’intensità di cura. Sarà sperimentata al Campo di Marte. «Se abbiamo professionisti all’altezza devono dimostrare che le cose si possono e si devono fare, non possiamo pensare a traslocare senza porci questo problema».
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