Il Tirreno

Lucca

Unicef condanna il blitz al campo rom

di Gianni Parrini
Unicef condanna il blitz al campo rom

Al Villaggio solidale scoppia la polemica sull’intervento in via delle Tagliate: «Bambini svegliati all’alba, sono rimasti scossi»

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«Giù le mani dai bambini rom di via delle Tagliate». Il blitz avvenuto venerdì scorso al campo nomadi, con i minori svegliati all’alba dalle forze dell’ordine, non ha lasciato indifferenti le associazioni che si occupano dei diritti dei più piccoli. A prendere le loro difese è addirittura l’Unicef, che dal Villaggio Solidale che si è chiuso ieri a Lucca ha lanciato un accorato appello.  «Proprio mentre in città – dice Daniela Volla, responsabile della diffusione della convenzione dei diritti per l’Infanzia per Unicef Lucca – era in corso un evento nazionale il salone del volontariato mi trovo costretta a denunciare gli effetti dell'incursione nel campo nomadi di Lucca. Non metto in discussione l'operato dei carabinieri, tutori della legalità cui va tutta la mia stima. Ma ho dovuto constatare che anche dei minori sono stati svegliati durante la notte» La donna, inoltre, si domanda, se alcuni di loro sono stati portati anche in caserma.

Secondo l’insegnante, non è in questo modo che si tutelano (e tanto meno educano) i ragazzi: «La mattina di sabato, nella scuola in cui insegno – prosegue Volla – erano presenti due di questi bambini, di 6 e 8 anni. Erano scossi, assonnati e non facevano che raccontare l'accaduto. Passino i controlli e denunciamo chi delinque. Ma sono convinta che dobbiamo lavorare anche per tutelare i minori.    Sarebbe più opportuno – conclude Volla – adottare soluzioni alternative, magari effettuando questi controlli quando i bambini sono a scuola. Se non è possibile, allora proteggiamoli in un altro modo. Sediamoci attorno a un tavolo ed elaboriamo una soluzione. Sono convinta che insieme la possiamo e dobbiamo trovare».

Sulla stessa lunghezza d’onda sono le parole di Paolo Marchini, presidente del comitato Unicef Lucca: «I blitz possono anche avere una loro efficacia – spiega – Ma se vogliamo aiutare i minori che vivono in queste situazioni disagiate dobbiamo fare qualcosa di più per trasformare Lucca in una città a misura di bambino». Il comitato locale di Unicef sta già lavorando ad una serie di iniziative che favoriscano questa trasformazione: «In totale, i ragazzi che vivono nei due campi nomadi più grandi della città sono una ventina – spiega Marchini – Spesso vengono utilizzati per la raccolta di elemonesine dagli stessi genitori. Purtroppo anche se frequentano la scuola, è difficile convincerli ad abbandonare un certo tipo di abitudini familiari».

Il blitz al campo nomadi di venerdì è stato condotto da carabinieri, municipale, personale di Asl e Arpat. Il bilancio finale racconta di tre persone denunciate a piede libero e del ritrovamento di 49 veicoli abbandonati e privi di assicurazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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