Sicurezza
Panem, la CrL paga due mensilità
La Cgil sulla Nuova Lam: «L’azienda deve riprendere la produzione»
ALTOPASCIO
Un aiuto da Cassa di Risparmio di Lucca per i 64 dipendenti della Panem, rimasti senza lavoro dagli inizi di dicembre, quando il Gruppo Novelli ha deciso di interrompere la produzione nello stabilimento di Altopascio. La Provincia è riuscita ad ottenere la disponibilità da parte dell’istituto di credito a sostenere economicamente i lavoratori, ormai stremati e sempre in attesa della cassa integrazione straordinaria. La banca si è impegnata a mettere a disposizione due mensilità (pari a quelle percepite attraverso la Cis), ovvero circa 1400 euro che consentiranno agli operai e alle loro famiglie di prendere una boccata d’ossigeno, dopo mesi durissimi. Non bisogna dimenticare, infatti, che oltre a non avere più un lavoro, uomini e donne ex dipendenti della Pane sono impegnati in un presidio permanente dagli inizi di dicembre. Ogni giorno si avvicendano nei turni, sotto la grande tenda da campo verde messa a disposizione dalla sezione alpini di Altopascio. I lavoratori rimangono in attesa non solo della cassa integrazione (l’accordo è già stato firmato a Roma), ma anche di un segnale positivo da parte dei sindacati o del Gruppo Novelli, che significherebbe ripartire con la produzione, non importa se alle dipendenze della Novelli o di un altro imprenditore interessato ad investire nel settore della panificazione.
Intanto la Cgil prende posizione sul caso della Nuova Lam. In sindacato dice di ritenere «importante garantire la continuità produttiva per i lavoratori, consentendo l'adeguamento degli impianti di depurazione dei fumi e mantenendo le opportunità di mercato che l'azienda ad oggi è in grado di cogliere». La Cgil sollecita l'azienda a riprendere l'attività, procedendo con l'installazione del nuovo depuratore per il quale è arrivato il via libera della Provincia. «E’ essenziale che venga confermata la volontà imprenditoriale di investire nell'azienda e specialmente sulle professionalità dei lavoratori di Nuova Lam. Confidiamo nella magistratura e nel relativo accertamento della situazione e degli aspetti delle indagini riguardanti la cava. Confidiamo inoltre che le banche siano messe in condizione di garantire le necessarie iniziative finanziarie, che contribuirebbero alla ripresa dell'attività»(a.b.)
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