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Lucca

Incarichi, condanna lieve per il Comune

Incarichi, condanna lieve per il Comune

Il Pm chiedeva a politici e funzionari oltre 1 milione, la Corte dei Conti ridimensiona la pena al pagamento di 94mila euro

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CAPANNORI

La pubblica accusa voleva una condanna a pagare 1.011.553,73 euro. La sentenza della Corte dei Conti di Firenze ha ridimensionato la richiesta e ha condannato 16 dei 18 imputati (due sono stati assolti, come diciamo a fianco) a versare in tutto 94.273,07 euro.

Si chiude così il primo round della vicenda del presunto danno erariale commesso dall’amministrazione comunale del sindaco Giorgio Del Ghingaro per l’assunzione come capo di gabinetto dell’ex sindacalista della Cgil Valter Alberici, che incarico identico aveva ricoperto in Provincia (presidenza Andrea Tagliasacchi).

Il caso era nato dopo un esposto anonimo e una successiva presa di posizione pubblica del centrodestra, che sosteneva l’illecita assunzione di Alberici che al momento della stipula del contratto non era ancora laureato. Il pm Nicola Bontempo aveva chiesto oltre 1 milione di euro di risarcimento, specificando la ripartizione in quote a seconda delle varie deliberate votate dalla giunta e dal ruolo svolto da ognuna delle decisioni prese dall’organo esecutivo.

A giudizio il sindaco Del Ghingaro, gli assessori in carica Lara Pizza, Gabriele Bove, Alessio Ciacci, Claudio Ghilardi e Luca Menesini; gli ex assessori Giuseppe Bandoni, Eugenio Baronti, Fernando Fenili, Mariano Manfredini e Luciano Panzani; l’ex direttore generale Antonio Le Donne; il capo di gabinetto Valter Alberici; il dirigente Giuseppe Marianetti; l’ex segretario generale Alessandro Santi Spagnesi; i funzionari Angelo Bianchi, Fabiano Tazioli e Massimiliano Bendinelli.

Il Comune.   Soddisfazione in piazza Aldo Moro, dove si confida che in appello la sentenza di primo grado venga azzerata.

«La sentenza di primo grado della Corte dei Conti di Firenze lascia cadere tutte le principali ragioni di addebito a carico dell'amministrazione comunale ribaltando, a nostro favore, la ricostruzione della Procura fiorentina - dice l’amministrazione comunale - . Anche la consistente riduzione dell'importo richiesto, da oltre un milione di euro a 94.200 euro, evidenzia il sostanziale accoglimento della linea difensiva prodotta dalla nostra amministrazione e chiarisce alcuni aspetti fondamentali che, in questi anni, abbiamo sempre affermato con determinazione. La sentenza, infatti, evidenzia che Valter Alberici poteva essere assunto dall'amministrazione comunale nel ruolo di capo di gabinetto e, in virtù di tale carica, poteva essere inquadrato in categoria D, ciò a prescindere dal possesso del titolo di studio della laurea. L'unico elemento contestato riguarda la misura della retribuzione di Alberici stesso che, secondo la sentenza, doveva essere equivalente a quella di un neo assunto in categoria D1. Questa constatazione, contro la quale, ovviamente ricorreremo in appello, non tiene conto del fatto che il dottor Alberici è stato assunto dal Comune di Capannori con lo stesso identico compenso da lui percepito presso la Provincia di Lucca, dove, fino a quel momento, svolgeva la stessa funzione ed era inquadrato nella medesima categoria.

«Per questo, dopo aver ottenuto questo primo risultato, continueremo a dimostrare, nelle sedi opportune, la correttezza dell'operato degli amministratori e degli uffici comunali che, come sempre, hanno agito nel pieno rispetto delle regole e delle normative in materia. Anche per Capannori, quindi, come per tanti altri Comuni italiani (Firenze, Milano, Lucca, Pisa, etc), si dimostra che contestazioni talvolta esagerate e infondate, vengono drasticamente ridimensionate o annullate al momento delle sentenze di primo o di secondo grado. Certi di aver sempre operato con trasparenza e correttezza, attendiamo con fiducia il ricorso in Appello per affermare pienamente che, nel nostro Comune, ogni atto amministrativo è in linea con i dettami normativi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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