Il Tirreno

Lucca

Ospedale, in sei anni persi 68 letti

di Fabrizio Tonelli
Ospedale, in sei anni persi 68 letti

Al Campo di Marte il numero dei posti è già stato portato ai livelli di quelli del monoblocco in costruzione a S. Filippo

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LUCCA

A fare i conti viene fuori una sorpresa: i posti letto attuali al Campo di Marte sono di fatto già gli stessi di quelli previsti al nuovo ospedale in costruzione a San Filippo: circa 410. E’ quanto emerge da un rilevamento condotto reparto per reparto dalla Uil Medici, il cui conto è arrivato a quota 401, cui devono essere aggiunti 8 letti di riabilitazione. In silenzio l’Asl 2 negli ultimi mesi ha portato avanti una politica di riduzione dei letti che adegua sin da ora l’attuale Campo di Marte al futuro San Luca. Una politica che ha subito una accelerazione ma che in realtà va avanti da anni, visto che nel 2005 i posti erano 478, calati poi a 441 nel 2007 fino ai poco più di 400 di oggi.

«L’Asl – dice Alessandro Di Vito, responsabile della Uil medici – avrebbe dovuto essere più corretta e informare che lavorava già da tempo nell’ottica nuovo ospedale. Purtroppo al taglio dei letti non si è accompagnata una crescita delle attività sul territorio e questo ha determinato molte difficoltà. Inoltre è mancata la riorganizzazione dei reparti, non si lavora ancora per aree. I primari devono capire che i letti non sono loro, non è quella la mentalità giusta per andare avanti».

Specie nell’ottica di un monoblocco organizzato per intensità di cure, con tre livelli: il primo è relativo all’area intensiva e sub intensiva, con 30 posti letto; il secondo è quello della degenza ordinaria, con 278 posti letto, distribuiti soprattutto fra area medica e area chirurgica. Il terzo livello è quello per i post acuti, 48 letti. A queste tre aree vanno aggiunti i 54 posti in day hospital. Ci sarà invece un aumento dei letti di osservazione al pronto soccorso, che saliranno da 12 a 20.

Al San Luca comunque non troveranno posto varie attività: dal centro trasfusionale ad alcuni ambulatori specialistici, dall’obitorio all’odontoiatria e al centro antidiabetico, che saranno strutturati come servizi ambulatoriali. Non ci sarà nemmeno l’obitorio, che resterà al Campo di Marte. Al momento è anche difficile capire se si potrà andare avanti, come era stato prospettato, con il raddoppio dell’acceleratore lineare, se l’ematologia avrà a disposizione camere sterili, se ci sono moduli per i pazienti che devono essere tenuti in isolamento. Tante insomma le questioni da chiarire, mentre resta aperta l’importante partita dei servizi che rimarranno al Campo di Marte, dove ci sono due padiglioni, quello dell’attuale area medica e quello che ospita malattie infettive e neurologia, moderni e funzionali, che potrebbero garantire una disponibilità di posti letto davvero importante e giocare un ruolo di primo piano nella fase post ospedaliera.

«C’è la necessità - afferma Di Vito - di mantenere una riserva di posti letto al Campo di Marte per i post-acuti: lungodegenti, malati in riabilitazione ortopedica, cardiologica, vocale; pazienti che hanno riacutizzazioni di malattie croniche e che per esempio possono essere trattati con flebo. E’ una questione fondamentale di cui dovrebbero occuparsi tecnici esterni all’Asl, non condizionabili, in grado di mettere in comunicazione l’azienda con le esigenze dei cittadini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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