La manifestazione
Nuova richiesta d’acquisto per l’impresa Eurosak
La curatela fallimentare chiederà al giudice un altro esercizio provvisorio Presidio dei lavoratori davanti alla prefettura: «La nostra azienda deve vivere»
PORCARI
Si va verso l'apertura di un nuovo esercizio provvisorio in discontinuità con l'attuale gestione che ieri è improrogabilmente conclusa dopo avere smaltito gli ultimi ordinativi. Una soluzione per garantire la continuità aziendale per un certo periodo e dare modo ai potenziali acquirenti di partecipare all'asta per acquisire la proprietà della Eurosak.
È quanto emerso dall'incontro di ieri mattina tra la curatrice fallimentare Paola Del Prete e una delegazione di lavoratori avvenuto in fabbrica a Porcari allo scopo di metterli al corrente della situazione.
La curatela avrebbe deciso di prendersi una pausa per esaminare le proposte già formalizzate e quelle che potrebbero essere presentate a giorni e quindi chiedere al giudice delegato Giacomo Lucente l'autorizzazione a una nuova proroga del regime provvisorio scaduto ieri.
Poi sarà aperta ufficialmente una procedura competitiva, secondo precisi requisiti, per scegliere il piano industriale più serio, affidabile e concreto per le sorti della Eurosak.
L'offerta, corredata da una fideiussione bancaria (solitamente il 10% dell'importo da conferire per l'acquisizione), prevede un'affittanza con l'impegno all'acquisto tramite una gara di evidenza pubblica. Nella prossima settimana la curatela provvederà a redigere un inventario dell'azienda e un bilancio dell'esercizio provvisorio, che per legge non deve essere chiuso in perdita. Mentre si profila un’altra offerta dopo le prime due già formalmente presentate alla curatela e al giudice delegato, che potrebbe essere avanzate agli inizi della prossima settimana. In attesa del bando di gara tra le diverse proposte interessate a rivelare l'azienda operativa dal 1962.
Intanto la produzione si è fermata.
La fabbrica è stata chiusa e da oggi gli operai sono a casa.
I macchinari hanno continuato a sfornare per 24 giorni in esercizio provvisorio in conto-lavorazione per smaltire gli ordinativi precedenti, senza acquisto di nuova materia prima.
Sensazioni ed umori contrastanti tra i lavoratori, una quarantina in tutto, che ieri mattina alle 10 si sono dati appuntamento davanti alla prefettura per un presidio promosso dai sindacati.
Forte la presenza delle istituzioni, delle parti sociali e la solidarietà portata dal parroco di Porcari, don Giuseppe.
Di fronte all'ingresso di palazzo Ducale gli striscioni delle Rsu, volantini ed adesivi con lo slogan “Presto e bene” mostrati dai dimostranti.
Una manifestazione composta ed ordinata.
Sullo sfondo un silenzio assordante.
Istituzioni, sindacati, lavoratori preoccupati dalle conseguenze occupazionali.
La paura di perdere il posto di paura e il timore di azioni speculative. In ballo ci sono cento posti di lavoro tra dipendenti ed indotto.
Ma cresce anche la speranza dopo l'incontro con la curatrice. “Eurosak deve vivere” è il messaggio chiaro e forte ribadito dal volantino distribuito da Femca-Cisl e Filctem-Cgil anche ai passanti per sensibilizzare l'opinione pubblica sul caso Eurosak.
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