Il Tirreno

Lucca

Nuova richiesta d’acquisto per l’impresa Eurosak

di Nicola Nucci
Nuova richiesta d’acquisto per l’impresa Eurosak

La curatela fallimentare chiederà al giudice un altro esercizio provvisorio Presidio dei lavoratori davanti alla prefettura: «La nostra azienda deve vivere»

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PORCARI

Si va verso l'apertura di un nuovo esercizio provvisorio in discontinuità con l'attuale gestione che ieri è improrogabilmente conclusa dopo avere smaltito gli ultimi ordinativi. Una soluzione per garantire la continuità aziendale per un certo periodo e dare modo ai potenziali acquirenti di partecipare all'asta per acquisire la proprietà della Eurosak.

È quanto emerso dall'incontro di ieri mattina tra la curatrice fallimentare Paola Del Prete e una delegazione di lavoratori avvenuto in fabbrica a Porcari allo scopo di metterli al corrente della situazione.

La curatela avrebbe deciso di prendersi una pausa per esaminare le proposte già formalizzate e quelle che potrebbero essere presentate a giorni e quindi chiedere al giudice delegato Giacomo Lucente l'autorizzazione a una nuova proroga del regime provvisorio scaduto ieri.

Poi sarà aperta ufficialmente una procedura competitiva, secondo precisi requisiti, per scegliere il piano industriale più serio, affidabile e concreto per le sorti della Eurosak.

L'offerta, corredata da una fideiussione bancaria (solitamente il 10% dell'importo da conferire per l'acquisizione), prevede un'affittanza con l'impegno all'acquisto tramite una gara di evidenza pubblica. Nella prossima settimana la curatela provvederà a redigere un inventario dell'azienda e un bilancio dell'esercizio provvisorio, che per legge non deve essere chiuso in perdita. Mentre si profila un’altra offerta dopo le prime due già formalmente presentate alla curatela e al giudice delegato, che potrebbe essere avanzate agli inizi della prossima settimana. In attesa del bando di gara tra le diverse proposte interessate a rivelare l'azienda operativa dal 1962.

Intanto la produzione si è fermata.

La fabbrica è stata chiusa e da oggi gli operai sono a casa.

I macchinari hanno continuato a sfornare per 24 giorni in esercizio provvisorio in conto-lavorazione per smaltire gli ordinativi precedenti, senza acquisto di nuova materia prima.

Sensazioni ed umori contrastanti tra i lavoratori, una quarantina in tutto, che ieri mattina alle 10 si sono dati appuntamento davanti alla prefettura per un presidio promosso dai sindacati.

Forte la presenza delle istituzioni, delle parti sociali e la solidarietà portata dal parroco di Porcari, don Giuseppe.

Di fronte all'ingresso di palazzo Ducale gli striscioni delle Rsu, volantini ed adesivi con lo slogan “Presto e bene” mostrati dai dimostranti.

Una manifestazione composta ed ordinata.

Sullo sfondo un silenzio assordante.

Istituzioni, sindacati, lavoratori preoccupati dalle conseguenze occupazionali.

La paura di perdere il posto di paura e il timore di azioni speculative. In ballo ci sono cento posti di lavoro tra dipendenti ed indotto.

Ma cresce anche la speranza dopo l'incontro con la curatrice. “Eurosak deve vivere” è il messaggio chiaro e forte ribadito dal volantino distribuito da Femca-Cisl e Filctem-Cgil anche ai passanti per sensibilizzare l'opinione pubblica sul caso Eurosak.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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