La manifestazione
Inps, niente più contanti per i cassaintegrati
Per prestazioni a sostegno del reddito sopra i 1.000 euro servirà il conto corrente Accordo con Poste per soluzioni a costo zero, la misura in vigore da maggio
LUCCA
Niente più contanti per disoccupati, cassaintegrati e lavoratrici in maternità. La normativa sulla tracciabilità dei pagamenti inserita nel decreto “Salva Italia”, colpisce anche le categorie più disagiate. A partire dal primo maggio (il governo ieri sera a tarda ora ha prorogato il limite del sette marzo) l'Inps potrà pagare le indennità di disoccupazione, cassa integrazione, mobilità e tutte le altre prestazioni a sostegno del reddito superiori ai mille euro solo attraverso accredito su conto corrente. La spada di Damocle che si era già abbattuta sui pensionati che riscuotono somme a quattro cifre (16mila in tutta la provincia) colpirà anche il mondo dei lavoratori dipendenti.
Quante siano le persone che rientrano in questa categoria è difficile dirlo con precisione. Secondo i dati forniti dall’Inps, a Lucca le richieste per la disoccupazione ordinaria (dal 60 al 40% dello stipendio) sono state 1846 nel 2011 e sono già 427 in questo inizio di 2012. Per quanto riguarda la disoccupazione con requisiti ridotti (dal 35 al 40% dello stipendio) ci si ferma a 488 persone nel 2011 e 75 nel 2012. Venendo alla cassa integrazione straordinaria e in deroga, invece, solo nel settore metalmeccanico si contano già più di 1.500 lavoratori a salario ridotto. Per evitare che si verifichino ritardi e disagi, l’Inps ha raggiunto un accordo operativo con Poste Italiane che offre due soluzioni ai soggetti coinvolti. Se si è già titolari di un conto corrente postale, di un libretto postale o di Inps card si potrà richiedere il versamento dell'importo su uno di questi rapporti. Nel caso, invece, il soggetto non possieda un conto o un libretto postale, l’impiegato delle poste gli proporrà l'apertura a “costo zero” di un libretto. Nel caso il beneficiario non aderisca ad alcuna delle modalità di pagamento prospettate, Poste Italiane provvederà al riaccredito della somma all'Inps.
Conto corrente e libretto postale, dunque, divengono obbligatori (con le spese annesse) ma la misura non scontenta Giovanni Bolognini, segretario provinciale dalla Cisl di Lucca: «La tracciabilità garantisce soprattutto chi paga le tasse – spiega il segretario – Bene così, dunque, anche se non è in queste categorie che si nascondono gli evasori. I disagi, inoltre, dovrebbero essere minimi perché sono pochi i disoccupati e i cassaintegrati che prendono mensilmente più di mille euro». Dall’Inps, fanno sapere che l'unico caso in cui si può superare questo tetto, è quello delle maternità (80% della retribuzione). Tuttavia sia per la cassa integrazione che per la disoccupazione sono frequenti i casi di pagamento in un’unica soluzione di più rate. In questo modo i mille euro si superano spesso e il conto corrente diventa necessario.
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