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Parasubordinati e atipici sono 40mila in Lucchesia

Parasubordinati e atipici sono 40mila in Lucchesia

Lavorano soprattutto nei call center, nell’informazione e nelle palestre Meno diritti e tutele, guadagnano la metà del previsto e non hanno ferie

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LUCCA

Parasubordinati. Flessibili. Atipici. A Lucca raggiungono quota 40mila per l'anno 2010, in crescita di diversi punti dal 2009 (35.969) e rispetto al 2008 (35.211). Professionisti? Sì, anche. Ma, soprattutto, invisibili. Lavorano nei call-center, nel mondo dell'informazione, nelle palestre, nelle aziende, nei negozi, nelle scuole private. Laureati, diplomati, parcheggiati in un luogo di lavoro per sei mesi, un anno quando va bene, sperando poco a poco di avvicinarsi alle proprie qualifiche. Alle specializzazioni che tanto sono costate negli anni di studio.

Il lavoro parasubordinato è composto da collaboratori, professionisti collaboratori e professionisti; rappresenta una via intermedia tra lavoro subordinato (dipendente) e quello autonomo e rientrano in questa categoria i contratti di collaborazione a progetto, le collaborazioni occasionali, le associazioni in partecipazione e i contratti in somministrazione. Sono i lavoratori precari per eccellenza, privi di molti dei diritti e delle tutele che hanno i lavoratori dipendenti ( i Ccnl e lo Statuto dei lavoratori non si applicano ai lavoratori parasubordinati), anche se spesso tali forme contrattuali sono utilizzate dalle aziende per mascherare lavoro dipendente classico. Certa è una cosa: la presunta “atipicità” dei loro contratti va rivisitata a partire dal lessico, poiché è diventata regola, norma dominante.

«In Toscana – spiega Giovanni Rossi, segretario Nidil Cgil – nel 2011 su 100mila avviamenti al lavoro, solo 9mila sono stati a tempo indeterminato. I precari guadagnano la metà di quello che è previsto dal contratto nazionale di lavoro e non hanno ferie. Il numero degli iscritti alla gestione separata dell'Inps è in costante aumento anche a Lucca: nel 2010 gli iscritti sono circa 39.378 e comprendono 36.151 collaboratori (91,80%), 1.325 professionisti collaboratori (3,36%) e 1.902 professionisti (4,83%)».

Contratti di associazione in partecipazione. Sono utilizzati nella maggior parte dei negozi lucchesi: il lavoratore diventa associato dell'azienda, o del negozio, e partecipa agli utili e alle perdite. Sottopagati e senza ferie.

Contratti a progetto. Sottopagati e senza ferie, con forme di ammortizzatori sociali da tenere in considerazione. Dopo 60 giorni dalla perdita del lavoro si può fare domanda per ricevere un contributo una tantum che copre il 30% di quello che è stato guadagnato nell'anno precedente (è richiesta la monocommitenza).

Contratti in somministrazione. Sono i contratti che rispettano di più i vincoli di lavoro. Anche per questi lavoratori esistono ammortizzatori sociali: contributo una tantum (con scadenza 30 marzo) per lavoratori che negli anni 2010 e 2011 hanno perso il lavoro, senza ricadere nella disoccupazione ordinaria. Contributo una tantum a chi è scaduto il contratto e per i 45 giorni successivi non trova lavoro: 45 giorni di tempo per chiedere 700 euro di contributo. 1400 euro, da parte dell'Ente bilaterale (Ebitemp), alle lavoratrici rimaste incinte durante il periodo di lavoro, ma che una volta scaduto il contratto non hanno i requisiti di legge per chiedere la maternità all'Inps; 80 euro come contributo per l'asilo nido e l'Ente bilaterale copre, con un rimborso pari al 100%, le spese mediche in strutture pubbliche, anche per i figli e coniugi a carico.

Nadia Davini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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