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Lucca

Finisce in cella per un’estorsione

Finisce in cella per un’estorsione

Imprenditore edile accusato con altri due di aver picchiato un commerciante

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LUCCA

I carabinieri della tenenza di Ribera (in provincia di Agrigento), congiuntamente a quelli della stazione di Calamonaci, hanno dato esecuzione a tre ordinanze di applicazione di misura cautelare disposte dal giudice per le indagini preliminari di Sciacca su conforme richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti dei fratelli Pellegrino e Giuseppe Ciancimino e di Marcello Ruggero, tutti riberesi titolari di precedenti di polizia, gli ultimi due da tempo residenti in Toscana.

Giuseppe Ciancimino abita a Saltocchio e lavora nel settore dell’edilizia.

Sono accusati di estorsione nei confronti di un commerciante titolare, in società con Pellegrino Ciancimino, di un supermercato del centro crispino.

I tre, in concorso, nella serata del primo febbraio, con una scusa avrebbero attirato il malcapitato presso l'abitazione di Pellegrino dove sarebbe stato pestato, riportando lesioni multiple giudicate guaribili in 35 giorni, e sarebbe stato costretto a firmare un atto di cessione al socio delle proprie quote a condizioni evidentemente sfavorevoli e cioè ad un prezzo sensibilmente inferiore a quello ritenuto congruo dalla vittima.

Le indagini deimilitari scattarono quella stessa notte subito dopo la denuncia presentata dallo stesso commerciante e permisero di acquisire, nell'abitazione dove si era verificata l'aggressione, l'atto di cessione delle quote ancora imbrattato del sangue della vittima.

I tre dovranno ora rispondere della grave accusa di estorsione aggravata dall'aver agito in più persone riunite, dalla premeditazione e dalla recidiva (solo per Giuseppe Ciancimino).

Dopo le formalità di rito sono stati tradotti nella casa circondariale di Sciacca .

Sono in cella e si trovano a disposizione dell'autorità giudiziaria mandante e nei prossimi giorni saranno sottoposti agli interrogatori di garanzia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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