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Lucca

Eurosak, non ci sono i requisiti per ottenere l’affitto d’azienda

di Luca Tronchetti
Eurosak, non ci sono i requisiti per ottenere l’affitto d’azienda

La curatrice fallimentare ha esaminato due proposte, a suo avviso prive delle necessarie garanzie Ora si valuta la possibilità di aprire un nuovo esercizio provvisorio in discontinuità con l’attuale

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PORCARI

Ad oggi non ci sono i presupposti per un affitto d’azienda con impegno a partecipare alla procedura competitiva prevista dall’articolo 104 della legge fallimentare per la vendita dell’Eurosak di Porcari. Ma non tutto è perduto. Perché la curatela in queste ore valuterà, al fine di mantenere continuità aziendale sino alla procedura competitiva, l’apertura di un nuovo esercizio provvisorio in termini di discontinuità assoluta con l’attuale che completerà gli ordinativi e cesserà improrogabilmente domani.

Sono giorni di grande attesa perché il futuro di una settantina di lavoratori dipende dalla possibilità di addivenire a una soluzione che porti all’affittanza dell’azienda che produce imballaggi industriali dichiarata fallita dal tribunale di Lucca.

Tante, forse troppe, le parole spese da imprenditori, sindacati, amministratori, preoccupati per le conseguenze occupazionali causate dal blocco degli ordinativi e dallo stop alla produzione.

Per fare chiarezza sulla situazione attuale interviene la commercialista Paola Del Prete, curatrice fallimentare nominata dal tribunale per l’Eurosak. «Allo stato attuale - precisa la professionista - sono formalmente pervenute alla curatela due proposte d’affitto d’azienda con impegno di partecipare alla futura procedura competitiva per la vendita. Nessuna delle due proposte presenta, allo stato, elementi sufficienti ed indispensabili per aprire la procedura competitiva prevista dall’articolo 104 della legge fallimentare». La curatrice fallimentare non entra nel dettaglio (nemmeno potrebbe farlo, ndr) delle due offerte che saranno rese pubbliche nell’eventualità di un loro perfezionamento, ma fa notare che: «le lamentele avanzate sulla stampa dalla Termoplast srl (l’azienda di Certaldo che ha presentato un’offerta)sono del tutto fuori luogo per i seguenti motivi: la curatela ha sempre mostrato disponibilità e interesse ad una rapida valutazione di proposte di affitto o di vendita dell’azienda purchè rispettose delle procedure e dotate di elementi indispensabili minimi di fattibilità. Nessuna burocrazia o tantomeno perdita di tempo, ma la necessità di una proposta solida con prospettive di fattibilità concrete e pertanto assistita da adeguate garanzie». Garanzie che, evidentemente, la Termoplast srl e l’altra azienda che ha presentato una proposta d’affitto d’azienda al momento non hanno: «La proposta Termoplast srl - prosegue la curatrice fallimentare - come peraltro anche l’altra pervenuta, è allo stato carente dei requisiti suddetti. Inoltre il numero di dipendenti che la Termoplast s’impegnerebbe ad assumere apparso su un quotidiano (non su Il Tirreno) è molto superiore a quanto indicato nella proposta presentata alla curatela». Come a dire che alle parole non corrispondono poi i fatti concreti delle aziende che vogliono rilevare l’Eurosak. Ma la speranza di risolvere la situazione è ancora viva: «Come curatela sto valutando, al fine di mantenere la continuità aziendale sino alla procedura competitiva, l’apertura di un nuovo esercizio provvisorio in termini di assoluta discontinuità con quello attuale che cesserà domani».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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