Sicurezza
Cortei e trattative, ancora incerto il futuro dell’Eurosak
Cinque pretendenti in lizza per rilevare l’azienda di Porcari Gli operai protestano per la fine dell’esercizio provvisorio
PORCARI
Sempre più intricato il caso Eurosak. Da una parte i lavoratori che, sostenuti dalle parti sociali, domattina alle 10 sfileranno in corteo davanti alla prefettura per protestare contro il mancato prolungamento dell'esercizio provvisorio e impedire prospettive che a loro dire potrebbero non mantenere tutti i posti di lavoro. Domani sera terminerà la piccola proroga e l'azienda spegnerà i macchinari e chiuderà in attesa degli eventi. Mentre legali degli ex titolari dell'azienda fallita, gli avvocati Francesco Barachini di Pisa e Lorenzo Stanghellini di Firenze, ieri mattina hanno presentato ricorso in appello impugnando la sentenza di fallimento. Nel reclamo depositato in tribunale chiedono di annullare la sentenza di primo grado e in via preventiva la sospensione della liquidazione dell'attivo della Eurosak.
Intanto fervono le trattative per rivelare l'azienda. Almeno cinque pretendenti in ballo. La Termoplast di Certaldo, azienda industriale del settore della trasformazione di materiale plastiche con stabilimenti in Italia e Europa, avrebbe già riformulato la sua proposta di piano industriale e nelle prossime ore potrebbe rifarsi avanti anche un'azienda commerciale marchigiana del cartario (la Faggytt?). Un altro gruppo commerciale con sede legale a Milano invece avrebbe annunciato la volontà di presentare una offerta entro la fine della prossima settimana. Mentre una multinazionale della carta leader in Europa tramite uno studio legale romano avrebbe preso contatti con le istituzioni. Notizie ed indiscrezioni si rincorrono in questa fase concitata e delicata, come quelle che indicherebbero una multinazionale tedesco-francese con diversi stabilimenti in Italia pronta ad avanzare un'altra offerta , mentre si intensificano le voci che tra i possibili acquirenti ci sarebbe anche un gruppo concorrente, la Selene di Pontetetto. Tante opzioni sul tavolo della curatela fallimentare che non avrebbe accolto le prime due, nonostante le offerte fossero corredate da una fideiussione per rivelare l'azienda. Nel primo caso sembra che la proposta prevedesse un acquisto immediato, senza una fase di affitto che la curatela considererebbe necessaria per chiudere lo stato passivo della Eurosak, nel secondo caso un affitto preliminare di tre anni giudicato troppo lungo. Da qui la necessita di ricalibrare le proposte. In questo mese intanto la Eurosak non si è fermata, andando avanti grazie alle scorte di magazzino e al conto-lavorazione autorizzato dal tribunale che ha permesso di non perdere i contratti principali. Una situazione resa possibile anche dalla pressione di istituzioni e sindacati che hanno consentito la continuità aziendale dopo il fallimento. Il sindaco Baccini e il presidente provinciale Baccelli hanno chiesto con urgenza di incontrare la curatrice Del Prete. Tra i lavoratori però cresce la preoccupazione e il timore che non si arrivi ad una soluzione in tempi rapidi e che possa mantenere i livelli occupazionali.
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