La manifestazione
«I 20 minuti? Idea ridicola» I sindacati contro Ikea
LUCCA «Noleggeremo degli elicotteri per far arrivare le persone in 20 minuti al lavoro». Giovanni Bolognini, segretario provinciale della Cisl di Lucca la mette sul ridire. L’idea che lega la...
LUCCA
«Noleggeremo degli elicotteri per far arrivare le persone in 20 minuti al lavoro». Giovanni Bolognini, segretario provinciale della Cisl di Lucca la mette sul ridire. L’idea che lega la possibilità di avere un posto nel nuovo negozio Ikea in costruzione ai Navicelli di Pisa solo se si abita a non più di 20 minuti di distanza dalla zona scatena le polemiche anche in territorio lucchese. Ieri pomeriggio il management dell’azienda ha fatto marcia indietro, ma intanto i sindacati lucchesi criticano l’adozione di questo criterio di selezione. «Fino ad oggi si parlava di assunzioni fatte sul merito e le capacità, oggi si parla di distanze e tempi di spostamento – spiega Bolognini – Mi sembra un approccio in controtendenza anche rispetto al cliché dei tanto criticati mammoni, che non vogliono spostarsi. A Lucca il tasso di disoccupazione è piuttosto alto, intorno all’11-12%, e credo che la gente pur di lavorare sia pronta a fare su e giù da Pisa. Sinceramente non capisco il motivo di una tale restrizione: ci sono molte esperienze di pendolarismo anche nelle Valle del Serchio che non hanno mai dato problemi».
Il nuovo punto vendita dovrebbe portare circa 300 posti di lavoro e all’ufficio risorse umane del colosso svedese attendono i curricula di circa 15mila candidati. Un’occasione ghiotta anche per i lucchesi ed è per questo che il limite dei 20 minutu, suona beffardo dato che la città delle mura dista da Pisa giusto una manciata di primi in più. «Ma dipende da dove si parte – spiega Massimiliano Bindocci, della Filcam Cgil – Nelle zone alla periferia di Lucca ci si impiega solo un quarto d’ora, mentre da Porcari ci vuole oltre mezz’ora. Comunque è una scelta discutibile: qui a Lucca abbiamo stabilimenti che hanno preso soprattutto gente che viene da lontano, perché non ha bisogno di tornare a casa per il pranzo e non ha problemi a fare un’ora in più». La strana scelta di Ikea sorprende ancora di più, dato che il colosso svedese offre ai suoi dipendenti anche un buon contratto integrativo: «La situazione occupazionale nella nostra zona non è buona – spiega Bindocci – tra le altre cose ci sono anche diverse aziende del mobile in cassa integrazione. Dato che l’apertura del negozio Ikea creerà qualche problema alle imprese che si occupano di mobilio ben oltre il raggio dei venti minuti, sarebbe bene che lo sbocco occupazionale fosse aperto a tutti». Il segretario provinciale della Cgil Giampaolo Mati sposta il fulcro del discorso: «Ogni amministrazione cerca di favorire i propri amministrati. È un’esigenza legittima dato che si tratta di un insediamento che mette in difficoltà la distribuzione locale».
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