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Lucca

Condannato il rapinatore che sostiene di essere vittima di un sosia

Condannato il rapinatore che sostiene di essere vittima di un sosia

Quattro anni e mezzo in abbreviato davanti al gup al malvivente accusato del colpo avvenuto a novembre in una tabaccheria all’Acquacalda

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Per il giudice delle indagini preliminari gli indizi nei confronti del rapinatore della tabaccheria «L’Acquacalda» sono gravi, precisi e concordanti e così Silvano Ranucci, 48 anni, il malvivente-poeta che a giugno 2011 venne assolto per un colpo in banca, viene condannato in abbreviato a 4 anni e mezzo di reclusione. E resta in carcere. Lui, difeso dall’avvocato Giorgio Nicoletti, continua a professarsi innocente e sostiene di essere «vittima di un sosia». Una persona che gli assomiglia molto nei tratti somatici e che compie le rapine al suo posto. Nel caso specificio ad l’alibi del sosia non regge per la procura e per il gup Alessandro Dal Torrione. Lui continua a sostenere che si trovava al bar ricevitoria Catelli al tondo di San Vito intento a giocare alle macchinette e il suo legale aveva acquisito anche i filmati all’interno e all’esterno del locale. Ma la prova filmato non ha dato gli esiti sperati. Ranucci si trovava nella ricevitoria, ma in orario compatibile con la rapina commessa in un lasso di tempo che va dalle 12,35 alle 12,40. Le immagini lo ritraggono alle 12. Poi esce dalla ricevitoria e rientra nel locale alle 12,45 rimettendosi a giocare alle slot. Poichè tra il Catelli e la ricevitoria L’Acquacalda c’è una distanza di poco più di un chilometro e il tratto in auto è raggiungibile in meno di 4 minuti ecco che l’alibi viene meno e arriva la condanna. Il suo legale farà ricorso in Appelloe intanto ha chiesto per il suo assistito l’attenuazione della misura cautelare in carcere.

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