Sicurezza
Il tribunale riduce 1.500 cause civili grazie ai conciliatori
L’esercito dei “pacieri” composto da un centinaio di persone Da marzo ci si rivolgerà a loro per liti condominiali e Rc auto
LUCCA
A Lucca sono più di 100, si definiscono conciliatori e da marzo si dovrà obbligatoriamente rivolgersi a loro per sistemare una lite condominiale o mediare le controversie Rc auto. Con il loro operato questo piccolo esercito di "pacieri" sgombrerà le aule di tribunale di circa 1.500 cause all’anno (il 30% del totale secondo una stima plausibile), procedimenti che fino ad ora hanno contribuito ad ingolfare la macchina del processo civile.
Intanto, però, si può già fare un bilancio provvisorio della loro attività ad un anno dall'entrata in vigore della norma che introduce la conciliazione obbligatoria per controversie legate a diritti reali, responsabilità mediche, questioni bancarie, finanziarie e assicurative, di locazione, diffamazione, diritti di successione e comodato. I dati sono stati raccolti dalla Camera di commercio e dall'ordine degli avvocati, che tengono il registro dei due enti di conciliazione più grandi presenti in città, ciascun con la sua schiera di mediatori: 70 per l'ordine e 45 per l'istituto di Corte campana (ma la norma consente di registrarsi in più di un albo). Sul sito del ministero, si legge che in città ci sono altri cinque enti che svolgono questo compito: Findata, Libralex, Adr International center, Mediazione e Timedia.
Per capire l’utilità di questo strumento partiamo dai dati della Camera di commercio: «Le domande depositate nel 2011 – spiegano dall'istituto – sono state 301 (l’anno precedente erano 341), di cui il 68% gestite ai sensi del disegno di legge 28/2010. 151 hanno riguardato controversie tra imprese e consumatori, 87 questioni tra aziende e 63 liti tra privati cittadini. 243 sono state risolte nel corso di quest'anno e circa un centinaio hanno portato al raggiungimento dell'accordo». Il valore medio delle liti passate dalla mani dei conciliatori è di 26,420 euro e la durata media è di 37 giorni. La maggior parte delle cause ha riguardato i diritti reali (24) e la responsabilità medica (12). In questa ultima tipologia rientra, ad esempio, la storia di una professionista residente in Garfagnana, che per ottenere un risarcimento del danno conseguente a un intervento chirurgico ha percorso la strada della conciliazione alla Camera di Commercio ottenendo 30mila euro dall'Asl in tempi ragionevolmente brevi.
Per quanto riguarda l'attivatà svolta dall'organismo di mediazione forense istituito presso l'ordine degli avvocati, i dati ci vengono illustrati dall'avvocato Romano Zipolini che non è particolarmente convinto dell'utilità di questo strumento: «Le conciliazioni risolte sono una media molto bassa – spiega l'avvocato – In genere si tratta dello stesso numero di accordi che si sarebbero potuti raggiungere alla prima udienza. Tra i 278 procedimenti da noi avviati nel 2011 solo 20 sono stati definiti tramite conciliazione». Va detto che l'ordine a livello nazionale non ha mai visto di buon occhio l'introduzione di questo istituto, sia perché la presenza degli avvocati non è prevista in questa fase sia perché per diventare conciliatore basta una laurea triennale qualsiasi, anche in corsi che non riguardano la giurisprudenza, e aver superato un corso di 50 ore. «La questione in realtà è un'altra - spiega Zipolini - Questo strumento purtroppo non sgrava i tribunali del loro carico di cause civili, ma serve solo a rimandarle nel tempo e con un costo aggiuntivo per il cittadino che nel nostro caso è in media di 200 euro. Le conciliazioni che non vanno a buon fine, infatti, sono destinate a ritornare nelle aule. Il problema vero è quello della obbligatorietà: aspettiamo la pronuncia della Corte costituzionale su questo punto attesa a marzo».
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