Sicurezza
Conti arretrati per 11,5 milioni: la Provincia pagherà i creditori
La precedenza a chi avanza soldi da più tempo, poi a chi rischia di mettere a casa il personale Nel 2012 l’ente deve conciliare le spese con un saldo positivo di 12,5 milioni, 10 in più dell’anno scorso
LUCCA
La precedenza viene data a chi avanza soldi da più tempo. Poi, a chi potrebbe chiudere, mettendo a rischio posti di lavoro. Sono questi i criteri che la Provincia individua per saldare i conti in sospeso che al 1° gennaio ammontano già a 11 milioni e 580mila.
La situazione dei pagamenti a fornitori, ditte che hanno effettuato lavori pubblici, consulenti esterni è precipitata nel giro di pochi mesi, a causa delle nuove disposizioni della legge sul patto di stabilità. Nel 2012, infatti, la Provincia è obbligata a chiudere i conti con un saldo positivo di 12 milioni e 483mila euro, contro i 2 milioni e 838mila euro imposti per lo scorso anno. Al tempo stesso deve prendere atto della riduzione dei trasferimenti statali e regionali. Nonostante questo, l’ente non può non effettuare i pagamenti. E dovendo «smaltire i pagamenti giacenti al 31 dicembre 2011» la Provincia ha individuato criteri di priorità.
Chi riscuote prima. Secondo un indirizzo già adottato nel 2011, la Provincia liquiderà per primi i creditori di più lunga data; subito dopo quelli che potrebbero far perdere il lavoro alle persone. «Nel rispetto della finanza pubblica - sottolinea l’amministrazione di Palazzo Ducale - nell’effettuare i pagamenti si deve tenere conto del criterio dell’anzianità del credito, della necessità di garantire i livelli occupazionali, evitando la messa a rischio di posti di lavoro nelle aziende fornitrici della Provincia nonché della necessità di garantire gli impegni che l’amministrazione ha assunto con contratti e accordi di programma».
Nello specifico, la Provincia sottolinea che si deve evitare la perdita di posti di lavoro «valutando anche la consistenza del credito in relazione alla dimensione aziendale del soggetto che vanta il credito». Non solo. Fra i criteri introdotti per stabilire le priorità di liquidazione c’è anche la «necessità di garantire la realizzazione di interventi strategici per l’amministrazione, tutelando il completamento delle opere in corso, la cui mancata attuazione entro i termini stabiliti comporta la revoca di eventuali finanziamenti».
Infine, la Provincia si impegna anche a «prediligere le spese finanziate da fondi vincolati per i quali sia già stato formalizzato l’incasso e le spese per le quali è necessario procedere al pagamento e alla relativa rendicontazione al fine del conseguente incasso da parte del soggetto finanziatore».
Pagamenti urgenti. Anche nelle more del bilancio di previsione e in attesa della definizione delle entrate reali, la Provincia conferma anche per il 2012 il mandato al direttore generale «di disporre i pagamenti (sulla spesa in conto capitale) anche qualora comportino il temporaneo mancato rispetto del patto di stabilità, il cui rientro dovrà essere previsto da adeguate scelte strategiche e politiche di bilancio». Se, comunque, i pagamenti comportassero il temporaneo mancato rispetto del patto di stabilità - precisa Palazzo Ducale - il direttore dovrà darne «tempestiva informazione alla giunta per le conseguenti decisioni». Inoltre, il direttore generale, insieme al dirigente del settore finanze, dovrà inviare alla giunta la rilevazione trimestrale dei dati relativi al saldo finanziario.
Ricognizione di cassa. Per capire le reali disponibilità dell’ente, l’amministrazione ricorda che è già in corso «presso i dirigenti interessati la ricognizione dei flussi di cassa in conto capitale previsti per il 2012». Anche perché, la riduzione dei trasferimenti erariali e i nuovi parametri del patto di stabilità «impongono l’adozione di molteplici e importanti politiche gestionali attualmente in corso di definizione». Nonostante queste difficoltà, la Provincia ribadisce l’impegno a saldare i creditori e anche ad approvare il bilancio di previsione entro il 31 marzo.
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