Attenzione
Anziana di 94 anni resta 9 ore al pronto soccorso
I familiari lamentano tempi troppo lunghi tra un accertamento e l’altro. L’Asl : «Sono stati necessari esami accurati ed era un momento di punta»
Un’anziana di 94 anni è rimasta per quasi 9 ore al pronto soccorso dopo una caduta accidentale in casa. Arrivata a lCampo di Marte alle 12,22 è stata dimessa alle 20,57. Un lasso di tempo troppo lungo per i familiari, anche in considerazione dell’età della paziente. E che invece secondo l’Asl è stato necessario per svolgere con scrupolo tutti gli accertamenti che si sono resi necessari, arrivando a una diagnosi che ha consentito di escludere il ricovero dell’anziana.
Il tutto - sottolinea l’Asl - nel contesto di una giornata che è stata particolarmente impegnativa per il personale del pronto soccorso, che ha dovuto fare fronte a un afflusso superiore alla media anche per l’attuale fase di picco influenzale e della presenza di pazienti con codici di maggiore gravità: in particolare 4 codici rossi e 22 gialli che hanno richiesto la massima attenzione e il massimo impegno da parte di medici e infermieri.
L’anziana era caduta in casa e i familiari avevano avvertito il medico di famiglia che aveva ritenuto opportuno avvertire il 118 per far trasferire la donna al pronto soccorso.
«Siamo arrivati alle 12,22 - raccontano i congiunti - e le è stato assegnato un codice verde. Quindi è stata sottoposta a una serie di radiografie, alla colonna, al bacino, all’anca e alla caviglia e una volta arrivati i risultati è stata portata alla visita ortopedica. Il medico ha richiesto la Tac. Quindi nuova attesa per effettuare l’esame e attendere l’esito. Per l’ulteriore visita medica e per il responso finale e la dimissione, avvenuta alle 20,57. A quel punto abbiamo aspettato l’ambulanza e siamo arrivati a casa alle 22,25. Tutto il personale è stato molto gentile ma evidentemente c’è qualcosa che non va nei meccanismi, ci sono tempi troppo lunghi fra un passaggio e l’altro».
«Così nostra madre è rimasta tutto questo tempo in ospedale senza neppure poter mangiare», concludono i congiunti.
La direzione sanitaria ospedaliera sottolinea dal suo canto che le ore successive all’arrivo della paziente sono state necessarie per eseguire tutta una serie di esami e controlli, richiesti dai sanitari per arrivare a una diagnosi compiuta. In particolare sono state effettuate: una visita al pronto soccorso, una radiografia, una Tac, due visite ortopediche, diagnosi e dimissione.
«Abbiamo ben presenti - sottolinea la direzione sanitaria ospedaliera - le problematiche legate all’età avanzata della paziente e la sua permanenza in ospedale è stata determinata proprio dalla necessità di una diagnosi accurata, anche se l’evento traumatico si era verificato due giorni prima.
«Grazie a questo approfondito percorso diagnostico - conclude l’Asl - è stato possibile dimettere la paziente e scongiurare quindi l’eventualità di un ricovero».
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