Il Tirreno

Lucca

Varchi, 94 multe in 3 mesi per un errore telematico

di Luca Tronchetti
Varchi, 94 multe in 3 mesi per un errore telematico

Le sanzioni a una commessa del centro con regolare permesso per la Ztl Vinti tutti i ricorsi contro le contravvenzioni che ammontano a quasi 9mila euro

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LUCCA

Novantaquattro multe da 92,50 euro ciascuna per un importo di oltre 8500 euro. Roba da infarto per una commessa del centro storico che percepisce uno stipendio mensile che arriva si e no a mille euro. E che ogni giorni si vede recapitare a casa una multa aver violato la zona a traffico limitato. Una storia di ordinaria follia in un Paese dove l’eccessiva burocrazia e la scarsa predisposizione a correggere gli errori causano danni incalcolabili alla collettività. Perché al termine della storia - fortunatamente a lieto fine per la protagonista - il Comune di Lucca ha sostenuto spese di notifica per un totale di 1551 euro (16,50 per ogni verbale). Non solo. È stato condannato dal giudice di pace al pagamento di spese di lite comprensivo di Iva e onorari (per un totale complessivo nei cinque ricorsi tutti vinti dall’opponente) a una somma superiore ai 3mila euro. E alla fine questi costi vanno a pesare sulla collettività e incidono sull’aumento dei balzelli.

La storia. Siamo nei mesi iniziali l’entrata in funzione dei varchi telematici. Telecamere dislocate ai vari ingressi al centro storico che riprendono le targhe dei mezzi che entrano nell’area a traffico limitato e trasmettono i dati a una centrale in grado di riconoscere coloro che hanno il permesso d’accesso. Una commessa, Lisa Giovannetti, 43 anni, residente in via di Tiglio a Capannori, ottiene un regolare permesso tipo N: può entrare a Porta S. Pietro e percorrere un tratto di strada sino a via della Rosa dove possiede un garage per lasciare la macchina e arrivare a piedi sul luogo di lavoro in un negozio del centro cittadino. Lei si attiene alle disposizioni, ma dopo qualche settimana iniziano ad arrivare le prime multe alla cadenza di una al giorno. Prova a rivolgersi ai vigili, mostra il permesso regolarmente ottenuto. Ma alla fine per cercare di venire a capo del mistero è costretta a rivolgersi a un legale, l’avvocato Mario Del Bianco.

Svelato l’inghippo. «La mia cliente - sostiene il noto civilista - è stata vittima inconsapevole di un errore commesso non tanto dalla polizia municipale di Lucca quanto da un impiegato della Metro, la società dei parcheggi di viale Carducci. Cos’era accaduto? Semplice. Dopo che la mia assistita continuava a ricevere quotidianamente multe su multe per violazione alla Ztl siamo andati al comando dei vigili urbani in piazzale San Donato. L’ufficiale Nadia Nottolini, accortasi dell’assoluta buona fede della mia assistita e accertata la regolarità del permesso, ha fatto un controllo alla Metro. È emerso che lì avevano sbagliato ad inserire il varco telematico nonostante il varco giusto fosse scritto sul permesso. Così ogni volta che entrava in città la commessa si beccava 92,50 euro di multa».

Ricorsi a go go. All’avvocato Mario Del Bianco, forte del grossolano errore commesso nella trascrizione del varco telematico da inserire e corretto soltanto mesi dopo, non è rimasto altro che presentare a scaglioni, ogni volta che arrivavano un certo numero di multe, ricorsi al giudice di pace. «Cinque per la precisione. Quattro sono già stati definiti, tutti da giudici di pace differenti (Carrà, Curreggia, Venuti, Ghilardi) e tutti con identico esito: Comune soccombente. Il primo ha riguardato 32 verbali, il secondo e il terzo 22, il quarto 14 e l’ultimo è in programma il 28 febbraio e riguarda 4 multe. In sostanza, tranne il giorno di riposo della commessa, per oltre tre mesi ha ricevuto a casa una multa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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