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Comitato di esperti per il recupero di piazza S.Michele

Comitato di esperti per il recupero di piazza S.Michele

Ripreso il confronto tra Comune e Sovrintendenza Il progetto valorizzerà storia e funzioni dell’antico foro

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LUCCA

L’obiettivo è recuperare piazza San Michele in cinque anni. Ma se ne serviranno dieci - per motivi di finanziamento del restauro - se ne impiegheranno dieci. L’importante - dicono Comune e Sovrintendenza che hanno ripreso il confronto - è che la riqualificazione venga eseguita nel rispetto del valore storico e culturale della piazza. Senza tralasciare quello che c’è sotto, da indagare e rintracciare con il georadar.

Per la Sovrintendenza, infatti, necessario andare a vedere se e quali resti della città romana si possano trovare sotto San Michele, senza tralasciare il recupero delle logge di Palazzo Pretorio, il cui risanamento è già stato avviato. L’operazione, comunque, sarà gestita da un comitato di esperti (ancora da nominare) del quale faranno parte sia Comune che Belle arti.

Piazza e sagrato. Il punto di partenza - spiega l’ingegner Fran cesco Cecati della Sovrintendenza - sarà l’analisi della pavimentazione «anche se il restauro non sarà limitato alle pietre del selciato. L’obiettivo dell’operazione, portata avanti con il Comune, è assicurare il rispetto della piazza in quanto tale, per mantenere la visibilità della chiesa che è parte integrante dello spazio».In questa ottica - prosegue Cecati - si inquadra anche il recupero del selciato antico «monumentale che ha bisogno di manutenzione. Proprio per la delicatezza del luogo, è necessario analizzare il selciato e trovare la modalità più adatta per intervenire. Che non può essere quella di continuare a farci viaggiare sopra i camion».

Su questo la sintonia fra Sovrintendenza e Comune è totale, assicura l’assessore ai lavori pubblici, Marco Agnitti che ribadisce la possibilità di ricorrere alle indagini con il georadar per la piazza, oltre a evidenziare la necessità di uno studio storico sull’attuale sistemazione. «La comunità - evidenzia l’assessore - è consapevole che piazza S.Michele è il salotto buono della città, sia da un punto di vista sociale che culturale. Per questo è necessario investire nel suo recupero, con un progetto di respiro che vada avanti con gli anni». Il piano deve essere frutto di «studi e riflessioni sulla storia e sulle funzioni della piazza», in modo da agire correttamente, senza tralasciare quello che si trova sotto il selciato.

I costi. Ancora non è stato stilato un resoconto esatto dei costi di recupero della piazza, per quanto il Comune nel piano triennale delle opere pubbliche abbia inserito un generico stanziamento di 800mila euro. In realtà, l’amministrazione comunale non ha la capacità, da sola, di accollarsi tutti questi costi. Non a caso, l’assessore Agnitti confida di trovare alleati e sponsor tra le fondazioni pubbliche e private. «Il consenso a sostenere questa operazione - evidenzia Agnitti - deve derivare dalla consapevolezza dell’importanza che questo luogo ha per la collettività. Sappiamo che in questo momento di difficoltà economica per tutti, le risorse scarseggiano, ma un’operazione del genere può essere completata anche in un tempo medio-lungo, da 5 a 10 anni». E’ evidente che nella fase iniziale, di studio, i costi saranno contenuti. Quando si dovrà intervenire sulle pietre, invece, la spesa aumenterà.

Dibattito culturale. Importante per il Comune - conclude Agnitti - è che dagli studi sulla piazza, scaturisca un «dibattito culturale, una riflessione che dovrà aiutare a stabilire le funzioni più adatte al salotto buono della città, che non può più essere considerato adatto per ogni iniziativa».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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