Il dolore
Niente più contanti a 16mila pensionati
Da marzo conti correnti obbligatori per accreditare gli importi sopra i mille euro. Tempi brevi per informare l’Inps
LUCCA
Sono più di 16mila i pensionati della provincia di Lucca che riscuotono oltre mille euro. Ebbene, a partire dal 7 marzo dovranno abituarsi a non avere più i soldi in mano e a ragionare con pin, conti correnti e bancomat. La legge n. 214 del decreto "Salva Italia", infatti, impone alle pubbliche amministrazioni di usare sistemi di pagamento virtuali per corrispondere stipendi, pensioni e compensi di importo superiore ai 980 euro (per chi percepisce cifre inferiori non cambia niente). Anche le poste dovranno adeguarsi. La data fissata per questa rivoluzione è il 7 marzo e l'Inps ha già iniziato la corsa contro il tempo per informare i pensionati coinvolti dalla novità, prima che il loro tradizionale pellegrinaggio agli uffici postali si riveli un buco nell'acqua.
Secondo i dati dell'osservatorio dell'istituto di previdenza, in provincia di Lucca (Versilia esclusa) sono circa 76 mila e i cittadini che percepiscono la pensione e oltre 16mila quelli che hanno importi superiori ai mille euro. Tra questi è probabile che molti siano già abituati a ricevere direttamente sul conto corrente o sul libretto postale i soldi, ma di sicuro non tutti. Secondo i dati forniti da Poste Italia, infatti, in provincia di Lucca le pensioni Inps e Inpdap riscosse a sportello nel mese di gennaio sono state 21.104. In questa speciale classifica, la provincia di Lucca è seconda, superata (ma non di molto) solo da Firenze 23.734). Segno che ai pensionati lucchesi piace riscuotere i soldi in contanti, magari gestendo le economie domestiche con il vecchio sistema fai-da-te dei “mucchietti”: 200 euro per la casa, 300 per la spesa, 200 per i nipoti, ecc.
Per non farsi cogliere impreparati gli interessati dovranno comunicare entro il 29 febbraio all'Inps la modalità di accredito di cui intendono avvalersi. Tre le opzioni a disposizione: accredito su conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile. Una volta effettuata la scelta, la si dovrà comunicare all'istituto tramite il sito (www.inps.it) se si ha già un pin identificativo, oppure presso una struttura territoriale dell'istituto, in alternativa vanno bene anche banche e uffici postali. E chi non si sarà messo in regola entro il 7 del mese prossimo, rischia seriamente di rimanere a corto di contanti.
Dunque, c'è poco da fare: nonni e over 60 dovranno "bancarizzarsi": imparare a memoria i codici del bancomat, prendere confidenza con le tastiere digitali degli sportelli, modificare la geografia dei propri spostamenti. I fautori della proposta, sottolineano che in questo modo diminuiranno i furti fuori dalle poste (il 96% del totale secondo il presidente dell'Inps) e termineranno le code agli sportelli.
Resta il fato che vi saranno comunque disagi e che per i pensionati aumenteranno anche le spese dato che nonostante promesse e ipotesi di legge, al momento sono ancora pochi i conti bancari a "costo zero" e che la spesa media annua è calcolata in 123 euro.
«Le persone sono rimaste sorprese – spiega Francesco Fontana, dello Spi Cgil, il sindacato dei pensionati – È sorprendente che lotta al nero e all’evasione fiscale parta proprio dai pensionati. Gli anziani si erano abituati a riscuotere direttamente alle poste e a gestire le risorse avendo i soldi in mano. In tanti ci hanno contattato per saperne di più, ma credo che molte persone siano ancora all’oscuro di quello che sta accadendo. In ogni modo, chi volesse informazioni può rivolgersi ai nostri uffici in via Streghi e in via Luporini».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
