Lo scalo merci ci cambierà la vita
Il sindaco di Porcari Baccini: «Massimo utilizzo per ridurre i Tir dalle strade»
PORCARI
«Prendo atto con soddisfazione del rinnovato impegno di Rfi nel terminare i lavori relativi al nuovo scalo merci entro il 2012 e giudico molto positiva la proposta della Provincia di promuovere sollecitamente un tavolo tecnico per definire compiutamente le modalità di utilizzo della nuova struttura ma ritengo doveroso sottolineare alcuni aspetti fondamentali«.
Il sindaco Alberto Baccini prende posizione all’indomani della riunione con le ferrovie, che hanno promesse la realizzazione dell’opera entroi l’anno.
« Credo che debba essere chiaro a tutti che il nuovo scalo rappresenta una grande opportunità per la Piana di Lucca in termini di competitività economica delle imprese e di sostenibilità ambientale per il territorio, per cui sarà necessario sgombrare al più presto possibili dubbi sul suo completo utilizzo nel senso che, una volta collaudati gli impianti e resi operativi, nulla potrà essere come prima».
«Tutti – prosegue il sindaco - dovremo attrezzarci, in particolare il mondo produttivo, a considerare il nuovo servizio di trasporto merci su rotaia come un punto di non ritorno tenendo presente il fatto che si è trattato di un ingente investimento pubblico pensato e realizzato soprattutto per ragioni ambientali, e cioè per eliminare il più possibile i mezzi pesanti dalle nostre strade e che ha comportato sacrifici pesanti con espropri di aree, cantieri anche notturni vicino ai centri urbani e perfino demolizione di alcune abitazioni». «Questo – conclude Baccini - è ciò che giustamente si aspettano i cittadini della Piana ed è quanto gli amministratori hanno il dovere di far rispettare anche prendendo in esame provvedimenti finalizzati al pieno raggiungimento di questi obiettivi fondamentali. Il lavoro che va fatto quindi è quello di sgombrare il campo velocemente da incertezze e perplessità con un tavolo tecnico che chiarisca i dubbi, magari legittimi, sul pieno utilizzo del nuovo scalo intermodale, ma senza dimenticare la necessità di un nuovo approccio culturale per il trasporto merci sul nostro territorio che dovrà radicalmente cambiare nella direzione di una nuova ed ineludibile sostenibilità ambientale».
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