Sicurezza
Pignorato il conto Il Comune non paga i danni dell’incidente
L’amministrazione non può corrispondere il risarcimento Il giudice ha bloccato tutte le spese fino ad aprile
VERGEMOLI
Il Comune di Vergemoli si ritrova con il conto corrente di servizio bloccato da un pignoramento. Il motivo? Un incidente avvenuto 14 anni fa all’eremo di Calomini e oggi giunto alla prima tappa del suo lungo iter giudiziario. Ma andiamo con ordine. Il 16 agosto del 1998 una pietra staccatasi da una parete rocciosa precipita sulla spalla della signora Donatella Benedetti, che in quel momento si trova davanti al santuario dell'eremo. La donna viene ricoverata nel reparto di rianimazione per dieci giorni e riporta conseguenze permanenti dall’incidente. A distanza di 13 anni nel 2011 arriva la sentenza di primo grado che obbliga il Comune, in solido con i proprietari del terreno da cui si è staccata la roccia, al risarcimento dei danni subiti dalla signora e calcolati in circa 350mila euro. Ma il denaro non arriva e la signora Benedetti decide scrivere una lettera al giornale per raccontare la sua disavventura: «Benché l’amministrazione di Veregmoli abbia materialmente riscosso dall’assicurazione i 75mila euro della copertura, non ha ancora provveduto a liquidarmi tale somma. Per cui ho deciso di querelare il sindaco e di mettere tutti in guardia: l’amministrazione oltre a non fare il proprio dovere dal punto di vista dell manutenzione, non sarà in grado di pagare un risarcimento danni superiore ai 75mila euro anche in caso di incidente mortale».
L’attacco della signora non è piaciuto al sindaco di Vergemoli Michele Giannini che ha voluto dare il suo punto di vista sulla vicenda: «La sentenza è arrivata a luglio e abbiamo offerto alla signora Benedetti la somma arrivata dall’assicurazione e una fideiussione su un immobile del Comune a garanzia del totale risarcimento del danno». Il mancato pagamento è dovuto proprio al pignoramento: «Abbiamo fatto ricorso contro il provvedimento ma il giudice ha rimandato tutto ad aprile quindi per ora siamo impossibilitati a pagare dalla legge e non dalla nostra volontà. Comunque, i soldi per l’indennizzo sono già a bilancio e questo dimostra la nostra buona fede. In definitiva, non sono 14 anni che aspetta questi soldi ma solo 14 settimane». Giannini, inoltre, sottolinea che la vicenda giudiziaria non è ancora al capolinea: «Siamo solo al primo grado ed abbiamo già presentato ricorso – spiega il sindaco – per cui aspettiamo prima di dare giudizi definitivi».
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