Sicurezza
Manifattura Tabacchi, il Tar blocca l’appalto
Il tribunale accoglie il ricorso sulla gara milionaria e sospende l’aggiudicazione Dati 15 giorni per presentare chiarimenti sulla posizione di un ingegnere
LUCCA
Bloccato l’appalto da 9 milioni per la trasformazione della ex Manifattura Tabacchi in centro per arti e spettacolo, centro di contrasto al disagio giovanile e centro di alta tecnologia a servizio delle imprese. Il Tar, infatti, accoglie il ricorso presentato dal consorzio emiliano Ciro Menotti contro l’aggiudicazione della gara all’associazione temporanea di impresa fra S.A.C.A.I.M spa (la società che ha ristrutturato il teatro la Fenice di Venezia) e M.B. F. spa di Arezzo. E si riserva entro un mese di deliberare nel merito dell’affidamento di questo intervento, finanziato al 60% con fondi comunitari, visto che rientra fra i progetti del Piuss, il piano di riqualificazione urbana sostenibile del centro storico.
Il contenzioso. A impugnare l’atto di aggiudicazione definitiva della gara è stato il consorzio nazionale cooperative e lavoro Ciro Menotti che, in associazione con il consorzio fra cooperative e produzione e lavoro Conscoop, aveva partecipato alla gara per la riqualificazione di una porzione della ex manifattura Tabacchi. Secondo il progetto definitivo, il complesso storico (di cui fa parte anche l’ex convento di San Domenico) dovrebbe ospitare un centro di attività di contrasto al disagio, un centro di competenza per lo sviluppo e l'insediamento di impresa ad alta innovazione tecnologica, strutture per l'alta formazione connesse al trasferimento tecnologico e un centro di competenza e tecnologie per arti e spettacolo.
Il consorzio emiliano, secondo classificato, aveva chiesto al Tar di annullare (previa sospensione) l’affidamento definitivo dell’appalto e di essere indicato come nuovo assegnatario dei lavori. La richiesta era motivata con diversi argomenti, compresa la mancanza di titoli di un professionista dell’Ati vincitrice a partecipare alla gara che prevede non solo la presentazione di un’offerta economica per i lavori, ma anche la presentazione di un progetto esecutivo per l’intervento. Il consorzio emiliano, infatti, contesta che il professionista in questione non sia in regola con il pagamento dei contributi. E il Tar sembra aver accolto l’obiezione sollevata.
La decisione del Tar. Il tribunale amministrativo sospende l’aggiudicazione della gara (avvenuta il 21 dicembre) perché ritiene necessario, prima della decisione di merito del ricorso, «chiarire la situazione debitoria dell’ingegnere (in quota all’Ati vincitrice) nei confronti di Inarcassa (la cassa previdenziale di architetti e ingegneri) così come risultante in epoca anteriore all’accertamento del 15 ottobre 2011, con particolare riferimento alla natura definitiva dei debiti contributivi risultanti a suo carico e, in riferimento ai quali - specifica il Tar - il professionista ha avanzato il 21 novembre 2011 domanda di rateizzazione, accolta dall’ente». Il Tar, inoltre, ritiene di dover acquisire copia di tutti gli atti notificati all’ingegnere secondo quanto risulta nell’accertamento di ottobre.
Per arrivare a una decisione, il Tar ordina a Inarcassa di «depositare una documentata relazione». La relazione deve essere depositata entro 15 giorni, in modo da consentire al tribunale di esprimersi nel merito il 14 marzo. Con una sentenza che, secondo il Comune, sarà favorevole dal momento che - come chiarito già alcuni giorni fa - sarebbe stata accertata, in sede di commissione di gara, la regolarità della posizione del professionista oggi sotto accertamento per la posizione contributiva.
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