Sicurezza
Indennità, distribuiti 180mila euro in più
Per sindaco e assessori ecco il calcolo degli stipendi dopo la sentenza della Corte dei conti
LUCCA. Da 170mila a 180mila euro. E’ questa la cifra che sindaco e giunta si presume dovrebbero restituire alle casse del Comune per gli stipendi troppo alti percepiti dal 2008 a oggi, almeno secondo quanto stabilito dalla Corte dei conti (a sezioni unite) con una decisione adottata il 12 gennaio.
Il calcolo, in realtà, è approssimativo: considera, infatti, la differenza tra quanto percepito e quanto in realtà era dovuto per una media di una decina di assessori in carica.
Calcoli difficili. Non solo, in conseguenza della disposizione della Corte dei conti nelle casse comunali dovrebbe rientrare anche il recupero dell’eccedenza di quanto versato ai consiglieri comunali. Ma in questo caso, la posizione non è ancora definita e il calcolo dell’eventuale rimborso è oggettivamente complicato in quanto vanno considerate anche le differenti modalità - indennità o gettone di presenza - con cui sono avvenuti nel tempo i pagamenti.
Taglio alle indennità. Dal 1° gennaio 2012, in realtà, le indennità di sindaco, vicesindaco e assessori sono state ridotte, in attuazione della sentenza della Corte dei Conti che ha riportato le indennità degli amministratori degli enti locali alla cifra percepita al 30 settembre 2005 ridotta di un 10%, secondo quanto stabilito dalla Finanziaria del 2006. Dal 2008 in avanti, però, molti enti hanno aumentato di nuovo le indennità dei politici, sostenendo che la disposizione della Finanziaria 2006 (sui tagli agli stipendi dei politici) avrebbe avuto una durata triennale.
Cosa dice la Corte dei conti. Di parere diverso, invece, la Corte dei Conti che - al di là di una giurisprudenza di segno opposto - ritiene che la norma sul contenimento della spesa pubblica, attraverso la riduzione delle indennità degli amministratori, non sia mai stata abrogata, neppure da leggi che successivamente sono intervenute sulla materia. Da qui la decisione di ridurre le indennità superiori a quelle stabilite con la Finanziaria 2006 e l’obbligo per gli enti di recuperare quanto pagato in eccesso.
Il Comune di Lucca si è subito adeguato alla prima disposizione, ma ancora non ha attivato le procedure per eventuali conguagli, dovendo ancora verificare quanto gli amministratori dovranno restituire alle casse pubbliche. Il calcolo appare complicato perché dal 2006 a oggi le indennità della giunta e anche del consiglio comunale hanno subito diverse oscillazioni.
La giunta. Gli stipendi hanno subito diverse variazioni dal 2006 a oggi. Nei primi mesi di mandato il sindaco e gli assessori hanno percepito quanto previsto dalla Finanziaria 2006: 5.466,19 euro il sindaco; 4.069,64 euro il vicesindaco; 3.279,71 euro gli assessori. In sostanza hanno percepito le indennità tornate in vigore dal 1° gennaio 2012. Dal 1° gennaio 2008, però, il Comune è tornato ai vecchi stipendi, avendo considerati decaduti i tagli stabiliti dalla Finanziaria 2006. Così gli amministratori hanno ricominciato a percepire lo stipendi interi: 6.073,54 euro il sindaco; 4.555,15 euro il vicesindaco; 3.644,12 euro gli assessori. Poi, però, il Comune ha deciso di tagliare nuovamente gli stipendi, in modo da trovare le risorse con cui pagare nuovi assessori. E così le indennità sono state ridotte, in media, di un 7%. Perciò dal 14 ottobre 2010 al 31 dicembre 2011, il sindaco ha percepito un’indennità di 5.665 euro e gli assessori di 3.400 euro.
I rimborsi. In base a queste oscillazioni, il sindaco dovrebbe restituire fra 22mila e 23mila euro; il vicesindaco circa 18mila euro e ciascun assessore fra 13mila e 14mila euro.
Da definire, invece, se e quanto devono restituire i consiglieri comunali, visto che dall’indennità tagliata di 900 euro al mese sono passati nel 2008 a un gettone di presenza lievitato in due mesi da circa 34 euro a 59 euro.
Il sindaco. Il caso del sindaco è ancora più particolare. Infatti, Mauro Favilla non ha mai riscosso l’indennità. Ha sempre distribuito il proprio compenso a enti e associazioni a sostegno di eventi e attività.
Nel caso in cui dovesse rimborsare il Comune, dovrebbe tirare fuori i soldi di tasca propria, senza nemmeno averli incassati.
Ilaria Bonuccelli
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