Il Tirreno

Lucca

Oltre 1.500 lavoratori a salario ridotto

di Barbara Antoni
Oltre 1.500 lavoratori a salario ridotto

Aumentato notevolmente il ricorso alla cassa integrazione per le aziende metalmeccaniche dall’inizio dell’anno

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LUCCA

Oltre mille dipendenti di grandi aziende del settore metalmeccanico a stipendio ridotto per l’utilizzo, da parte delle imprese, di ammortizzatori sociali per tamponare una situazione di crisi. E per altri 500 lavoratori, di un’ottantina di piccole aziende, sempre metalmeccaniche, cassa integrazione in deroga.

Questo il quadro disegnato da Massimo Braccini, segretario provinciale della Fiom Cgil. «Dall’inizio dell’anno – spiega – stiamo registrando una nuova ondata di cassa integrazione. In un momento come questo, sarebbe di una gravità inaudita se il governo riducesse gli ammortizzatori sociali». Da qualche settimana, «cassa integrazione per alcuni giorni alla settimana la Fapim di Altopascio (azienda che produce accessori per serramenti), per 270 lavoratori su 350. Idem la Corghi di Pieve Fosciana, azienda con 90 dipendenti. Ma già da dicembre, i contratti a termine, qui, non sono più stati rinnovati».

La lista di aziende illustrata da Braccini è ancora lunga. In regime di cassa integrazione ordinaria «ci sono anche la ditta Scatena di Guamo, che produce vetrine e banchi per pasticceria, la Coimet di Barga per 27 dipendenti. Altre aziende che da tempo stanno facendo ricorso ad ammortizzatori sociali sono la Chelucci di Altopascio, che produce allungamenti di cassoni per i camion, dove da ottobre 2010 si lavora in regime di contratti di solidarietà con riduzione generalizzata dell’orario di lavoro e anche alla Kme di Fornaci di Barga quasi tutti i 650 dipendenti sono in contratto di solidarietà».

Proprio da qualche giorno, inoltre, è passata dalla cassa integrazione straordinaria alla mobilità la condizione dei 15 lavoratori dell’Alumil di Borgo a Mozzano che dopo la chiusura di quel sito industriale avevano rifiutato il trasferimento nello stabilimento di Pontedera della stessa proprietà. Inoltre, riguardo «la Zanchetta, azienda che produce contenitori farmaceutici, questa - dice Braccini - ha cessato di fatto l’attività produttiva nello stabilimento di Montecarlo, ma dei 25 dipendenti che saranno trasferiti nello stabilimento di Calenzano 11 sono in cassa integrazione perché i tempi del trasferimento si stanno allungando. Abbiamo chiesto formalmente spiegazioni su questi ritardi».

Quanto invece alla cassa in deroga, tra le piccole e medie aziende che la stanno utilizzando, le più conosciute sono, spiega ancora il segretario provinciale della Fiom, «l’Euromec per 8 dipendenti, la Carrozzeria Compitese per tutti e otto i dipendenti, l’autofficina Garage Auser di Borgo a Mozzano per dodici dipendenti. Senza contare che il 2011 è stato un anno pesante anche perché ha visto la chiusura, per fallimento, di aziende storiche come la Lencioni Costruzioni, con 25 dipendenti, e la Giesse di Porcari, azienda che eseguiva manutenzioni per le cartiere, con 60 dipendenti».

«Si tratta di un quadro pesante – commenta lo stesso sindacalista -. I dati provinciali sono peggiorati rispetto all’anno scorso. Ma ci sono anche aziende che assumono: sono però imprese che, prevalentemente appartenenti al settore delle macchine per cartiera, si sono avvicinate ai mercati internazionali, hanno investito sul prodotto, sulla qualità, sull’innovazione, sul processo e anche sugli stipendi. Questo è l’atteggiamento giusto per uscire dalla crisi. Credo che anche a livello politico sia giunto di momento di fare una analisi concreta su come uscire da questo tunnel. Anche perché bisogna arginare le ripercussioni che produce la stretta del credito delle banche nei confronti delle piccole imprese. Non è più tollerabile, come abbiamo visto, anche perché le difficoltà in vengono lasciate le attività imprenditoriali si ripercuotono sui lavori e quindi sull’intera società »

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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