Proteste
Centralina Enel, sito scelto dal Comune
Angelini capogruppo consiliare del Pd: «Non è stato rovinato il parco pubblico al Mattaccio»
TASSIGNANO
Se per installare la centralina delll’energia elettrica è stato abbattuto un albero e il sito scelto è stato il parco pubblico accanto al Mattaccio - episodio che ha suscitato proteste - la colpa non è dell’Enel. Lo afferma l’azienda. Sostiene che la richiesta di una nuova fornitura elettrica per l’alimentazione del nuovo teatro è arrivata dal Comune di Capannori.
«Poiché nell’area non c’era una disponibilità di energia sufficiente a soddisfare il fabbisogno previsto per il nuovo teatro, Enel ha fatto presente al Comune che era necessario potenziare il sistema elettrico della zona, con conseguenti benefici anche per il servizio elettrico offerto ai residenti del territorio. Mantenendo sempre costanti ed ottimi rapporti con l’amministrazione comunale, Enel - continua l’azienda - ha richiesto quindi la realizzazione di un locale da adibire a cabina di trasformazione la cui realizzazione doveva essere di competenza comunale. Enel non ha espresso alcuna preferenza per la posizione precisa, poiché si tratta di un’area di proprietà comunale. L’amministrazione ha individuato il luogo, proponendolo ad Enel che ha soltanto avallato la soluzione dal punto di vista tecnico. Il 2 febbraio si è svolto un incontro con la segreteria del sindaco e con i tecnici competenti, durante il quale Enel ha illustrato i tempi di allacciamento della fornitura dando la massima disponibilità e illustrando nel dettaglio tutte le pratiche a carico dell’amministrazione comunale».
Sulla vicenda la giunta per ora non dice nulla. Si esprime invece Guido Angelini del Pd, presidente della commissione consiliare ambiente. Che rimbrotta Antonietta Ghilarducci, la residente che ha sollevato il caso affermando che mettere nel parco il manufatto dell’Enel significa rovinare il verde.
«Si grida allo scandalo - sostiene Angelini - per l’abbattimento di un cipresso, peraltro pericolante, non sapendo che il quarto lotto del progetto di riqualificazione dell’immobile dell’ex Mattaccio prevede anche la riqualificazione del verde e la messa a dimora di diversi nuovi alberi. La cosa importante insomma è il rispetto della sostenibilità: ovvero che se si abbattono piante per permettere la realizzazione di un’opera necessaria poi se ne piantino almeno altrettante, se non di più. Nessuna rovina del parco pubblico quindi, che anzi con la riqualificazione del complesso sarà migliorato, ma solo l’occupazione di una piccola porzione di verde. Sorge il dubbio, crediamo legittimo, che la protesta non sia dovuta ad un’anima particolarmente ambientalista, bensì dal fatto che la centralina, tra l’altro di modeste dimensioni, sarà visibile dalle finestre di chi protesta. Una questione di panorama insomma più che di verde pubblico».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
