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Lucca

Guerra su Pulia, i venditori accusano: «Verremo sfrattati»

di Domenico Tani
Guerra su Pulia, i venditori accusano: «Verremo sfrattati»

Il Comune rinnova i contratti solo fino al 31 dicembre Bruni: «Non chiudiamo, ma il mercato è dispendioso»

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LUCCA. Protestano gli operatori del mercato ortofrutticolo di Pulia che denunciano che il Comune intende chiudere la struttura il prossimo 31 dicembre. «Ma quale chiusura – replica l'assessore alle attività produttive Moreno Bruni – noi ci siamo solo limitati a rinnovare il contratto fino al prossimo 31 dicembre come è ormai prassi da alcuni anni. Il nostro intento è quello di riuscire ad individuare assieme agli operatori una struttura più funzionale e meno dispendiosa. Attualmente l'amministrazione comunale spende circa mezzo milione l'anno contro un incasso di 150mila euro. Un costo che non è più sostenibile. C'è la necessita – continua Bruni – di iniziare un cammino condiviso che potrà permettere alla prossima amministrazione di rinnovare il contratto per un altro anno in attesa di risolvere questo annoso problema».

Argomentazioni che non convincono a fondo gli operatori di Pulia, che temono che questa proposta possa essere l'anticamera della chiusura definitiva. «Se chiudesse il mercato di Pulia vorrebbe dire mandare a casa le ottanta famiglie che vi lavorano, i dipendenti della cooperativa di facchinaggio e un colpo al cuore all'agricoltura lucchese». A lanciare l'allarme sono i titolari e i dipendenti delle nove aziende del mercato ortofrutticolo dopo la lettera ricevuta dall'amministrazione comunale, dove si da il 31 dicembre di quest'anno come termine ultimo per la chiusura del mercato ortofrutticolo. I nove operatori rimasti in Pulia hanno improvvisato una conferenza stampa per denunciare la drammatica situazione in cui si vengono a trovare. «Il mercato ortofrutticolo lucchese – dice Marco Buoni – è stato per anni un fiore all'occhiello sia per il numero di aziende presenti, che per la qualità dei prodotti di primissima qualità. La mancanza di una volontà politica da parte delle varie amministrazioni ha fatto si che molti operatori hanno lasciato, il bar e la banca presenti hanno chiuso e la struttura nel suo insieme è stata lasciata a se stessa». «Le nostre aziende – aggiunge Marco Nottolini – servono tutta la città, l'immediata periferia, parte della Versilia fino a Massa, la Garfagnana e la Mediavalle, tutta la Piana fino ad Altopascio, Pescia, Orentano e Villa Campanile». «Chiudere una struttura come questa – incalza Orosmano Riccomini – vuol dire mettere in crisi anche l'agricoltura locale in un momento dove si parla tanto di rilancio e di ritorno dei giovani alla terra».

I titolari delle aziende ritengono che il Comune potrebbe sfruttare al meglio la struttura del mercato. «Non sappiamo come il Comune quantifichi in 248mila euro a semestre – dicono gli operatori – i costi del mercato. Sappiamo però che potrebbe avere altri introiti oltre ai nostri affitti. Ci sono aziende o cooperative che occupano le strutture gratuitamente. Un'altra fonte di guadagno è la mega antenna della telefonia mobile. Potrebbe affittare anche bar e appartamento al piano superiore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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