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Bimbo lasciato in strada autista va sotto processo

Bimbo lasciato in strada autista va sotto processo

Alunno di Marginone fatto scendere davanti a casa e non alla solita fermata LA mamma preoccupata chiama i vigili. La difesa: «E’ stato solo un disguido»

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MARGINONE. E’ stato rinviato a giudizio e sarà processato il 14 maggio un autista di scuolabus accusato di abbandono di minore. La difesa sostiene che durante il dibattimento davanti al giudice sarà dimostrata la buona fede del conducente, Giancarlo Giorgi, 66 anni, di Gragnano, difeso dall’avvocato Leonardo Meucci del Foro di Pistoia.

L’episodio risale a 4 ottobre di due anni fa.

Giorgi alla guida di un pulmino di una società della Piana che svolge il servizio di trasporto degli alunni e degli studenti per conto di amministrazioni comunali passa dalla primaria di Margione e prende a bordo - tra gli altri - anche un bambino di 6 anni, che frequenta la prima elementare.

Il mezzo percorre alcune centinaia di metri e poi si ferma davanti all’abitazione del bimbo. E qui sta il motivo del contendere: su questo aspetto in udienza l’avvocato difensore darà battaglia.

Il bimbo, infatti, di solito veniva lasciato davanti a una fermata dove quel giorno (di pioggia) ad attenderlo c’è la mamma. Che aspetta invano. Non vede il figlioletto, si prende una gran paura e telefona alla polizia municipale. Che fa scattare l’indagine, conclusa con un rapporto inviato alla magistratura.

Giorgi sostiene che quel 4 ottobre sostituiva un collega. Forse non era del tutto a conoscenza dei percorsi consueti. Da qui la decisione di far scendere il bambino proprio davanti a casa. Per agevolarlo, insomma.

L’alunno suona alla porta, nessuno gli risponde. La mamma è altrove a cercarlo. In suo soccorso arriva una vicina, che lo fa entrare nel proprio alloggio e avverte la madre. La rassicura, le dice che non c’è alcun pericolo. «In realtà - dice l’avvocato Maffei - il bambino non ha rischiato nulla. E’ stato fatto scendere, in perfetta buona fede, davanti a casa sua ed è stato assistito da una signora che abita accanto. In tribunale dimostreremo che non c’è stato dolo. E’ stato un disguido». La madre non si è costituita parte civile.

A decidere il rinvio a giudizio il gip Marcella Spada Ricci, pm Elena Leone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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