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Lucca

Una morìa di pesci perché l’Ozzeretto ormai è in secca

to di Arianna Bottari
Una morìa di pesci perché l’Ozzeretto ormai è in secca

Il Consorzio: «C’è carenza d’acqua per le scarse piogge» Le anguille e le carpe non trovano una via di scampo

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MARGHERITA

Ozzeretto in secca, i pesci muoiono. La siccità sta mettendo il serio pericolo l'ecosistema del canale che scorre in parte anche nel comune di Capannori. Il livello dell'acqua si è abbassato notevolmente negli ultimi mesi e, in alcuni tratti, il rio è in secca. «C'è carenza d'acqua a causa delle scarse precipitazioni e questo di ripercuote soprattutto sui canali minori», spiega il presidente del Consorzio di bonifica Auser-Bientina Ismaele Ridolfi.

Anguille e carpe cercano di sopravvivere nelle poche pozze d'acqua rimaste a macchia di leopardo, lungo l'Ozzeretto, ma ormai muoiono a decine e decine. Le pozze d'acqua la notte gelano e il ghiaccio non lascia scampo. I pesci, se non muoiono per la siccità, muoiono a causa del ghiaccio.

Chi abita lungo il canale, che scorre per la maggior parte in zone di campagna, non ha potuto che osservare preoccupato i pesci senza vita, incagliati nelle lastre di ghiaccio. C'è persino chi si è armato di canne, retini e ganci e ha cercato di fare un po' di pulizia, tirando su dal letto del rio carpe anche di notevole dimensioni, insieme alle immancabili anguille. E sì che sia l'una che l'altra specie di solito riescono a sopravvivere anche nelle condizioni più difficili, come la carpa, appunto, che sopravvive anche all'inquinamento. Impossibile, però, sopravvivere alla mancanza d'acqua.

«Purtroppo stiamo attraversando un inverno particolarmente rigido in questo ultimo periodo, ma sempre privo di piogge. La siccità sta diventando un problema serio e non solo per l'Ozzeretto - dice il presidente del Consorzio di bonifica Auser-Bientina Ismaele Ridolfi - La scarsità di precipitazioni sta lasciando senza acqua tutti i corsi d'acqua».

In effetti, sono già alcune settimane che i capannoresi hanno notato la secca del canale, soprattutto sul confine tra Antraccoli e S. Margherita. Sul fondo solo fango gelato e rifiuti, non una goccia d'acqua. La situazione non migliora quando ci si sposta lungo altri canali del Capannorese, tanto nella zona nord che in quella sud. «È chiaro che i rii così detti minori risentono di più di questa situazione - prosegue Ridolfi - e sono i primi a rimanere all'asciutto. Canali maggiori, come l'Ozzeri, per ora, fortunatamente, non hanno problemi». Fortunatamente, come sottolinea Ridolfi. Se anche i rii maggiori rimanessero senza acqua, infatti, l'impatto dal punto di vista ambientale sarebbe molto maggiore, per la varietà della flora e della fauna che li caratterizza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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