La manifestazione
Cedimenti strutturali e raggi Uv i veri pericoli
LUCCA Cadute dall’alto, cedimenti strutturali, investimenti da parte di oggetti pesanti. Ma anche raggi Uv, colpi di calore, polveri cancerogene e rumori. I fattori di rischio a cui sono esposti i...
LUCCA
Cadute dall’alto, cedimenti strutturali, investimenti da parte di oggetti pesanti. Ma anche raggi Uv, colpi di calore, polveri cancerogene e rumori. I fattori di rischio a cui sono esposti i lavoratori dei cantieri edili hanno forme e nature diverse ma tutti contribuiscono in eguale modo a minare la salute dell’individuo.
Di questo si parlerà il 29 febbraio in un convegno in programma a Capannori, presso la sede del dipartimento della prevenzione. All’incontro – a cui parteciperanno gli uffici tecnici di Provincia e Comuni assieme alle associazioni degli imprenditori e quelle dei lavoratori – verranno illustrate l’organizzazione del piano della “formazione sul territorio” e le modalità di accesso dei soggetti interessati.
Nonostante negli ultimi anni si siano fatti molti passi avanti, il principale fattore di rischio resta quello delle cadute dall’alto. In questo ambito è importante richiamare l’attenzione sull’adozione di misure di protezione quando si interviene su coperture non portanti, come ad esempio i tetti in eternit. Le coperture che non sono in grado di reggere il peso di una persona sono frequenti sui capannoni industriali, dove sarebbe necessario prevedere già in fase di progettazione strutture che permettano la manutenzione in sicurezza.
Ci sono poi i fattori di rischio meno conosciuti ma altrettanto insidiosi per la salute dei lavoratori, perlomeno sul lungo termine. Per chi lavora all’aria aperta, soprattutto in estate, il pericolo numero uno sono i raggi Uv, che possono causare tumori della pelle. Inoltre con le temperature elevate sono in agguato anche colpi di calore e malori che incrementano il rischio di infortuni. Nel settore delle demolizioni, invece, sono frequenti le esposizioni alle polveri, che risultano cancerogene quando contengono silice o amianto. Negli ultimi anni, infine, è emersa l’importanza dei rischi osteoarticolari in edilizia. Movimentazione manuale di carichi, posture scorrette, vibrazioni e movimenti ripetitivi fanno si che l’edilizia sia il comparto che maggiormente contribuisce all’elevato numero di malattie professionali di questo tipo: in tutti i comparti complessivamente sono state 1277 nel triennio 2008-2010 di cui circa il 43% riconosciute dall’Inail.
Oltre ai controlli sui cantieri, l’unico strumento di prevenzione è la “formazione” mirata al cambiamento dei comportamenti “a rischio” e alla valorizzazione di quelli sicuri. Per questo il piano regionale dell’edilizia prevede come obiettivo generale un’intensa attività di “formazione sul territorio”, la cui strutturazione sarà presentata al convegno di Capannori.
Gianni Parrini
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