Proteste
Valore, il tribunale corregge il sequestro
Non più beni sino a un ammontare di 18 milioni, ma soltanto il prezzo dei terreni del parco S. Anna
LUCCA
La procura corregge il tiro dopo aver letto le motivazioni della Cassazione sulle misure cautelari reali (sequestro dei beni della Valore, soldi e terreni sino a 18 milioni ritenuto il profitto del reato di corruzione) e il giudice, a cui sono stati rinviati gli atti per determinare la porzione di ricchezza suscettibile di confisca, dovrebbe decidere di rideterminare il sequestro considerando soltanto il valore dei terreni acquistati dall’immobiliare di Prato su cui avrebbe dovuto sorgere il parco S. Anna. Ma dalle motivazioni si desume che la Suprema Corte censura, relativamente al sequestro preventivo dei beni della Valore, soltanto il profitto su cui è imperniata la misura reale. In altre parole il sequestro finalizzato alla confisca per equivalente disposto in caso di responsabilità di reato deve costituire una concreta utilità non una speranza ancorata ad un’intesa negoziale. Nel caso di specie il mancato avveramento dell’evento futuro (realizzazione del parco S. Anna)ha di fatto screditato la convenzione stipulata tra la Valore e la Iffi (preliminare sottoscritto il 5 luglio 2007) privandola di effettivo contenuto di vantaggio. Per questo motivo la Cassazione impone al giudice una verifica del profitto realmente lucrato evidenziando la porzione di ricchezza realmente conseguita da Valore sulla quale poi può essere applicata la confisca.
Un ricorso, quello presentato dall’avvocato Tullio Padovani del foro di Pisa legale della Valore, parzialmente infondato. Perchè i giudici della Cassazione ritengono che il tribunale di Lucca ha correttamente guardato alle concrete emergenze istruttorie raccolte sino al momento del pronunciamento. E ha ritenuto ragionevole la possibilità della condotta dei titolari di Valore che, una volta tornati nella disponibilità dei cespiti, potessero realizzare il progetto urbanistico fondato su presupposti illeciti e menzogneri aggravando le conseguenze dei reati ravvisati dall’accusa.
Nei prossimi giorni sono attese le motivazioni riguardanti il rigetto delle misure cautelari nei confronti di Chiari, Tani, Valentini, Ferro e Ruggi.
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